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La Regione Sardegna sarà più efficiente PDF Stampa
Martedì 21 Giugno 2011 09:10

Lo ha detto l'assessore agli Affari generali e riforma della Regione, Mario Floris, al convegno del sindacato dei dirigenti regionali (Sdirs) sul rapporto tra direzione politica e amministrativa, alla luce della riforma della legge sul personale regionale e l'organizzazione degli uffici regionali...

 

 

 

 

«La Regione sarà più efficiente»

 

 

«La Sardegna ha necessità di un grande progetto di riforma che guardi a un nuovo modello di Regione in grado di rispondere, con adeguatezza, alle nuove e mutate esigenze della società».

 

 

Lo ha detto l'assessore agli Affari generali e riforma della Regione, Mario Floris, al convegno del sindacato dei dirigenti regionali (Sdirs) sul rapporto tra direzione politica e amministrativa, alla luce della riforma della legge sul personale regionale e l'organizzazione degli uffici regionali.

 

 

«Raccogliendo le istanze dei sardi che da troppi, molti anni, chiedono un forte cambiamento - ha proseguito Floris - sia nelle istituzioni che nella pubblica amministrazione, la Giunta Cappellacci, nel rivedere l'ordinamento del personale, ha voluto porre un primo tassello nella costruzione di un nuovo progetto autonomistico: una scelta di campo che punta a separare e demarcare, con chiarezza e precisione, la responsabilità politica da quella amministrativa».

 

 

In questa ottica, sarà affidata a un organismo esterno la misurazione «della produttività, dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa». L'assessore Floris ha quindi auspicato una collaborazione bipartisan: raccogliendo l'invito, l'ex governatore Renato Soru, presente ai lavori, si è detto disponibile a un confronto costruttivo quando i provvedimenti arriveranno in Consiglio.

 

 

L'aggiornamento della legge 31 del '98 sul personale disegna un modello organizzativo per obiettivi - dal miglioramento della qualità del lavoro all'organizzazione, dalla valorizzazione del merito all'aumento della produttività - affidati a criteri di responsabilità e autonomia, flessibilità ed efficacia, imparzialità e di trasparenza, di controllo, verifica e di misurazione dei risultati.

 

«È indispensabile - ha sottolineato infine l'assessore - distinguere i ruoli e le funzioni della Giunta e del Consiglio regionale, rafforzando la centralità della massima assemblea sarda e lasciando al governo regionale il potere di indirizzo e di direttiva entro il quadro definito dalle leggi».

 

 

L'Unione Sarda del 21 giugno 2011.