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Cacip, sequestrate altre carte PDF Stampa
Mercoledì 22 Giugno 2011 08:02

Inchiesta in corso

 


Acquisiti dalla Procura i documenti sulle aree contese

 

 

L'udienza davanti al Tar, fissata per questa mattina, slitta a ottobre.
Intanto la Procura affila le armi. Due giorni fa, su delega dei pm Marco Cocco ed Emanuele Secci che indagano per usurpazione di potere, abuso d'ufficio e falso, la polizia giudiziaria ha bussato alle porte del Cacip per acquisire i documenti relativi alla cessione delle aree contese.
Questo significa che gli inquirenti stanno entrando nel merito della vicenda che oppone il Cacip e alcuni privati alla Capitaneria di porto che ha recentemente ridisegnato i confini demaniali nella zona del porto.
Fin qui i magistrati hanno avuto a disposizione solo le carte sulla mancata costituzione formale del consorzio per l'area industriale, nato nel 2008 sulle ceneri del Casic.
Ora, con l'acquisizione dei documenti sulla cessione dei terreni da parte del Cacip ad alcuni imprenditori privati, l'inchiesta fa un importante passo avanti: al termine della lettura di quei documenti i pm avranno tutti gli elementi per valutare eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.
La vicenda è delicata quanto complicata: da un lato ci sono gli imprenditori che, dopo aver ottenuto dal Cacip alcune aree sulle quali hanno avviato onerosi investimenti, si sono visti di fatto espropriati dalla nuova delimitazione delle zone demaniali.
Dalla loro parte si schiera il Cacip che pretende un risarcimento danni pari a 108 milioni di euro dalla Capitaneria di porto che ha tracciato i nuovi confini.
La riposta dell'avvocatura dello Stato è clamorosa: il Cacip è un consorzio fantasma, senza alcuna legittimazione a sostenere una causa davanti al Tar, nessun comune (Cagliari incluso) ha mai deliberato la partecipazione al consorzio.
L'Unione sarda del 22 Giugno 2011