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E in Costa calano le presenze PDF Stampa
Lunedì 27 Giugno 2011 12:35
Economia turistica
Piazzole semivuote nonostante le offerte

 

Sarebbe il caro traghetti il deterrente per gli arrivi

PORTO CERVO
 La brezza di levante rinfresca la spiaggia più celebrata della Costa Smeralda, il litorale di “Liscia Ruia” che si prepara, calmierando i prezzi, all’assalto di Vip e turisti. Per 2 lettini e ombrellone fronte mare bastano 25 euro, che aumenteranno a 40 per i mesi di luglio e agosto. Più o meno i costi di Lignano Sabbiadoro o del Perla Blù di Riccione.
«Tariffe che si riducono se si sottoscrive un abbonamento settimanale o mensile», suggerisce uno dei sette concessionari di arenile presenti a Liscia Ruia, nel tentativo di conquistare un cliente.
I prezzi praticati lo scorso anno superavano abbondantemente i sessanta euro per una doppia postazione ombreggiata sul bagnasciuga, e non è detto che il “cartello” (tacitamente sottoscritto dai concessionari) dell’offerta altamente “promozionale” non venga modificato in ragione della domanda, se dovessero mutare le pessime previsioni di una stagione povera di turisti. Le piazzole di sosta dei parcheggi a pagamento - due euro ogni ora, senza sconti - sono semivuote, come semideserto resta un buon tratto di spiaggia libera.
Colpa del caro traghetti e dell’offerta di miglior trattamento economico che altre spiagge, meno celebrate ma altrettanto attrezzate, riservano ai clienti. A Cala Banana, nella Spiaggia Bianca - sky line il promontorio di Tavolara, tra Olbia e Golfo Aranci - bastano 18 euro per due lettini con ombrellone. Che aumentano a 20 in luglio e a 27 in agosto. Per la doccia ci vogliono cinquanta centesimi, mentre per due panini con bibita costano tra i 12 euro e i 15 euro.
Il food da camperisti è abbordabile anche a Liscia Ruia, dove due panini e due bottigliette d’acqua costano tredici euro.
Una estate all’impronta del risparmio, dunque, anche se va detto che non tutti gli amanti dell’abbronzatura utilizzano i servizi di spiaggia, preferendo il mare in libertà trascinandosi dietro ombrelloni, sdraio e borse frigo da sistemare nelle tantissime spiagge libere del nord Sardegna. Quanti si sdraiano sugli arenili - liberi o attrezzati - godono invece di un servizio commerciale di prim’ordine, offerto da una incessante processione di ambulanti che presentano un campionario di merce da far invidia al più fornito outlet della griffe. Borse Prada e camicie Ralph Lauren, orologi Rolex e cocco fresco, treccine rasta e massaggi rilassanti, compreso un vetaglio di fuolard, costumi da bagno, palloni e giochi per bambini, gioielli pakistani e pietre preziose che hanno soppiantato i classici portafurtuna brasiliani da annodare e non sciogliere mai. La variopinta selva di ombrelloni sta ripopolandosi, anche se a Liscia Ruia mancano ancora i Vip, se mai ci sono stati.
Al largo, nel fiordo di Cala Di Volpe, panfili e velieri da sogno sfornano acquascooter e tender sui quali prendono posto i fortunati che non dobbono fare i conti con il pallottoliere per trascorrere una settimana di vacanze tutto compreso.
I giorni da da vita smeralda, dove ci si poteva imbattere in Costantino Vitagliano o tronisti e pupe in vacanza sono tramontati con l’arresto di Lele Mora. Resta la vacanza da mangiatori di anguria, da bambini con le formine, da improbabili manager che urlano al cellulare di chiudere quella trattativa milionaria.

la Nuova Sardegna del 27.06.2011