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Riforme o clientele? Scontro in Consiglio PDF Stampa
Mercoledì 29 Giugno 2011 12:55
L’assessore Floris: «In gioco la credibilità del centrodestra».
Tensioni con gli alleati. 
Ecco solo alcuni emendamenti:
in pensione a 52 anni, laureati tutti promossi in modo automatico ...
CAGLIARI. Arriva un disegno di legge sul personale e l’organizzazione della Regione presentato dalla non più assessora Ketty Corona e in Consiglio regionale scoppia la bagarre: l’attuale assessore, Mario Floris, chiede il ritiro ma la maggioranza di centrodestra si spacca e anche le opposizioni si dividono.
La verità è che molti consiglieri puntano su emendamenti «ad personam» sinora rinviati. Per capire il clima sono sufficienti le prime indiscrezioni sugli emendamenti con i quali si tenterà l’«assalto» in Consiglio.
Uno prevede che un dipendente della Regione con trent’anni di contributi possa andare in pensione a 52 anni: se approvato, non è detto che superi il vaglio nazionale. Un altro emendamento prevede che i laureati siano automaticamente promossi nella fascia più alta, la D, quella dirigenziale: senza concorsi o selezioni: anche in questo caso la legittimità è dubbia.
Gli emendamenti sono già pronti - e sono centinaia - perché erano stati presentati prima nella Finanziaria 2011 (e non accolti perché considerate norme «intruse») e poi riproposti nel recente «collegato»: visto il timore della giunta per la comparsa dei franchi tiratori, la maggioranza e settori dell’opposizioni avevano deciso di agganciarli proprio al ddl Corona. Una delle più forti denunce contro queste norme «intruse» era venuta da Renato Soru per il Pd. Un richiamo accolto dall’assessore Floris (Uds), il quale aveva espresso contrarietà sia agli emendamenti sia al ddl Corona. Floris ieri ha confermato questa posizione.
Ma la maggioranza è divisa: con lui ci sono i Riformatori e Franco Cuccureddu (Mpa), mentre buona parte del Pdl, Udc e Psd’Az vogliono andare avanti. La posizione di Floris, due volte presidente della giunta e una del Consiglio, è chiara: «Questa doveva essere una legislatura costituente e sinora non abbiamo fatto neanche una riforma. Stavoltail centrodestra si gioca tutta la residua credibilità. E poi le riforme si fanno tutti insieme». Il ddl Corona non è una vera e propria riforma ma punta a mettere un po’ d’ordine nel funzionamento della Regione.
 Floris ha appena concluso le consultazioni con i sindacati sulla riforma della legge 31 (norme generali su personale e organizzazione), sta aspettando i pareri, dopo presenterà la proposta alla giunta e poi al Consiglio. «Se andiamo avanti con ritocchi o emendamenti che rischiano di introdurre modifiche non coerenti al sistema - ha detto Floris - si compromette il disegno di riforma. Non possiamo farci travolgere dagli interessi particolari, senza escludere, che norme transitorie possano essere introdotte anche nella più generale e ambiziosa legge di riforma».
Nell’opposizione, il Pd attende gli sviluppi del dibattito nel centrodestra e comunque chiederà che gli emendamenti vadano in commissione. Sel, con il capogruppo Luciano Uras, chiede di andare avanti e difende le norme per superare il precariato.

L'Unione Sarda del 29.06.2011