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Politica in Sardegna: Milia scuote il Pd sardo PDF Stampa
Mercoledì 29 Giugno 2011 13:12
La proposta del presidente della Provincia di Cagliari:
«Sì al partito autonomo da Roma e al doppio tesseramento»
Avere una tessera di partito, per Graziano Milia, non è un demerito: anzi, la sua idea è che i democratici possano averne addirittura due.
Una per aderire al Pd nazionale, e una per il “Partito democratico della Sardegna”...
Il Partito Democratico della Sardegna non esiste ancora, e il presidente della Provincia di Cagliari chiede appunto di crearlo, con un'iniziativa che di fatto apre un lungo dibattito precongressuale.
 
IL DOCUMENTO
 
 
 
 La volontà di creare una forza autonomistica, federata con Roma, è stata sancita a marzo dall'assemblea regionale del Pd. «Ma ne parliamo da una vita», dice Milia illustrando ai giornalisti, sulla terrazza del Bastione cagliaritano, un documento consegnato alla discussione comune: «Ora basta, o ci si crede e si fa, o accantoniamo il discorso».
Milia pensa a un partito «della Sardegna», sì, ma connesso con l'Europa, le macroregioni continentali, il Mediterraneo.
Che favorisca la partecipazione (non solo degli iscritti), utilizzando le primarie per definire la linea politica, oltre che per selezionare le candidature.
E che si apra al rinnovamento anche anagrafico. Sul piano organizzativo, il Pd secondo Milia ha un suo simbolo specifico e decide ai vari livelli territoriali, federato con la segreteria nazionale ma non sottomesso.
 Da qui la doppia adesione: «Ci si potrà iscrivere al Pd sardo senza necessariamente aderire al Pd in quanto tale».
L'ITER
 
 
Il documento è un'iniziativa solitaria: non si intenda come sostegno la presenza, al tavolo di Milia, della presidente del partito Valentina Sanna e del coordinatore della segreteria regionale, Franco Marras (il leader Silvio Lai, annunciato, non arriva). Anzi Sanna puntualizza che «proposte simili sono apprezzabili, ma non posso ricevere ufficialmente il documento in una sede non istituzionale».
Il dibattito si svilupperà a partire dall'assemblea regionale dell'8 luglio, mentre il 22 e 23 prenderà il via la conferenza programmatica: «Un percorso che sta partendo - nota Marras - e Graziano Milia, con tempi di reazione da centometrista, dà subito il suo contributo. Ma ce ne saranno altri».
LE REAZIONI
 
 
Sulla stessa linea la vicesegretaria Francesca Barracciu («uno tra i tanti contributi, che sarà discusso collettivamente») e di Giampaolo Diana, presente alla conferenza stampa: «Una proposta utile, spero ne arrivino altre. Ma nessuno pensi di far slittare il congresso rispetto alla data prevista del gennaio 2012».
Ad ascoltare Milia ci sono anche il consigliere regionale del Pd Chicco Porcu, l'ex consigliere socialista Maria Grazia Caligaris, l'assessore della giunta Soru Maria Antonietta Mongiu.
Molti assessori provinciali, da Piero Comandini a Francesco Siciliano. È c'è Emanuele Sanna, che da segretario del Pds, negli anni '90, varò la Sinistra federalista sarda: «Costruire un partito federato non sarà semplice, ci sono sempre resistenze - commenta - ma condivido molte delle proposte di Milia.
Anche il doppio tesseramento». Non c'è invece Roberto Deriu, presidente della Provincia di Nuoro e componente della segreteria, che comunque definisce quella di Milia «una proposta importante, purché ci aiuti a collegarci al dibattito nazionale sull'identità dei democratici. Non credo a una via solo sarda ai valori del riformismo».
L'Unione Sarda del 29.06.2011