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Vertenze, sabato i sindacati a Nuraghe Losa PDF Stampa
Venerdì 01 Luglio 2011 08:56
La crisi si aggrava, il governo continua a tagliare e il sindacato sardo torna in piazza: domani Cgil Cisl e Uil daranno vita nel grande spiazzo di Nuraghe Losa ad una nuova grande manifestazione unitaria di popolo contro Stato e Regione per la Vertenza Sardegna.
Domani alle 9.30, al monumento archeologico del territorio di Abbasanta, le tre organizzazioni sindacali terranno la seconda manifestazione di protesta...
 
 
Manovra del governo, proteste in Consiglio ma la giunta frena
 
 
 
CAGLIARI. La crisi si aggrava, il governo continua a tagliare e il sindacato sardo torna in piazza: domani Cgil Cisl e Uil daranno vita nel grande spiazzo di Nuraghe Losa ad una nuova grande manifestazione unitaria di popolo contro Stato e Regione per la Vertenza Sardegna.
Domani alle 9.30, al monumento archeologico del territorio di Abbasanta, le tre organizzazioni sindacali terranno la seconda manifestazione di protesta dopo quella del 15 giugno sulla mobilità: «Più diritti, più riforme per lo sviluppo della Sardegna».
Il corteo occuperà anche la strada statale Carlo Felice bloccando il traffico per l’intera durata dell’iniziativa. «Ci aspettiamo - ha detto Mario Medde (Cisl) aprendo ieri la conferenza stampa - una partecipazione compatta di migliaia e migliaia di lavoratori, pensionati, precari, cassintegrati e anche i lavoratori del mondo agropastorale, perché la crisi che sta vivendo l’isola abbraccia l’intero comparto produttivo e anche il terziario».
E’ proprio al Nuraghe Losa che una decina di anni fa era stata lanciata la «Vertenza Sardegna».
«Già lunedì prossimo - ha detto Enzo Costa (CGil) - ci aspettiamo dalla Regione, che non ha rispettato gli accordi presi il 4 giugno 2010, la convocazione di un tavolo di crisi per affrontare in modo concreto i problemi sul tappeto. L’isola è sprofondata in un baratro e la responsabilità non è solo da imputare al contesto internazionale». Secondo Francesca Ticca (Uil) «c’è un immobilismo da parte della Regione che non è in grado di spendere le risorse, né di negoziare con lo Stato».
Duri, da parte del sindacato, anche il giudizio sulla manovra finanziaria del governo. I tagli romani (per la Sardegna si parla di un miliardo e mezzo in meno) sono stati denunciati ieri dal Pd in Consiglio regionale. «Sono di tale entità - ha detto il capogruppo Mario Bruno - che la giunta Cappellacci deve subito riferire in aula».
«E’ l’ennesimo schiaffo», ha aggiunto Francesca Barracciu, vice segretaria del Pd.
L’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, ha scelto la strada della cautela. «Non ci sono ancora - ha spiegato - notizie ufficiali». In difesa di Cappellacci si sono schierati il capogruppo e il segretario del Pdl, Mario Diana e Settimo Nizzi. Diana ha accusato Bruno di fare un processo alle intenzioni, mentre Nizzi ha affermato che «senza il consenso della Regione non ci saranno tagli».
La Nuova Sardegna del 1.07.2011