Home Normativa ORDINAMENTO ENTI LOCALI La richiesta di trasmissione di copia del protocollo in entrata e uscita Consiglieri, registri aperti
La richiesta di trasmissione di copia del protocollo in entrata e uscita Consiglieri, registri aperti PDF Stampa

Italia Oggi - 01.07.2011

 

La richiesta di trasmissione di copia del protocollo in entrata e uscita Consiglieri, registri aperti
Regolamento ad hoc per disciplinare il diritto

 
I consiglieri comunali pos-sono richiedere la trasmis-sione, con cadenza mensile fino a scadenza del relati-vo mandato, di copia dell'intero registro di pro-tocollo generale in entrata e in uscita dell'ente? L'e-sercizio del diritto di acces-so è previsto dall'articolo 43, comma 2, del dlgs 267/2000, definito dal Con-siglio di Stato (sent. n. 4471/2005) «diritto sogget-tivo pubblico funzionalizza-to», finalizzato al controllo politico - amministrativo sull'ente nell'interesse della collettività e, come tale, di-verso dal diritto di accesso, di cui agli artt. 22 e ss. della legge n. 241/1990, ricono-sciuto ai soggetti interessati allo scopo di predisporre la tutela di posizioni soggetti-ve lese. In merito al rilascio periodico del riepilogo del protocollo generale dell'en-te, comprensivo della posta in arrivo e in uscita, la giu-risprudenza, con orienta-mento costante, ha ritenuto non conforme a legge il di-niego opposto dall'ammini-strazione di prendere visio-ne del protocollo generale e di quello riservato del Sin-daco (cfr. Tar Campania, Salerno, n. 26/2005), preci-sando (Tar Lombardia, Bre-scia, n. 362/2005) che: «Le norme disciplinanti l'acces-so dei consiglieri comunali non pongono limiti quanti-tativi agli atti cui si chieda di accedere, né presuppon-gono che, di tali atti, i ri-chiedenti conoscano già il contenuto, sia pure appros-simativamente, ben potendo l'intervento connesso al mandato ravvisarsi oppor-tuno anche a seguito dell'acquisita conoscenza di atti precedentemente del tut-to ignorati». Inoltre ha af-fermato (Tar Sardegna, n. 29/2007) che è consentito prendere visione del proto-collo generale senza alcuna esclusione di oggetti e noti-zie riservate e di materie coperte da segreto, posto che i consiglieri comunali sono comunque tenuti al segreto ai sensi dell'art. 43 del dlgs n. 267/2000. Infine ha specificato che al regi-stro di protocollo generale dell'amministrazione locale è riconosciuta la piena ri-conducibilità alle categorie di documenti suscettibili di accesso, in quanto idoneo a fornire notizie e informa-zioni utili all'espletamento del mandato dei consiglieri comunali non essendo am-missibile imporre loro l'one-re di specificare in anticipo l'oggetto degli atti che in-tendono visionare, trattan-dosi di informazioni di cui gli stessi possono disporre solo in conseguenza dell'ac-cesso (Tar Lombardia, Bre-scia, n. 163/2004; Tar Emi-lia Romagna Sez. Parma, n. 28/2006; Tar Calabria - Cz - n. 1749/2007). Tuttavia, il Tar Sardegna (sentenza n. 32/2008) ha puntualizzato che il diritto di accesso si concretizza nel prendere vi-sione dei soli oggetti del protocollo generale che rientrano nella sfera di inte-resse del consigliere richie-dente e che sono utili per l'espletamento del suo man-dato ed ha evidenziato che «ben appare giustificato il diniego opposto dal-l'Amministrazione» nel caso in cui si sia «… in presenza di continue richieste di ac-cesso di portata tale da de-terminare notevoli difficoltà organizzative …» per l'ente. Anche il Tar Puglia (sent. n. 115/2011) ha affermato che «gli unici limiti all'esercizio del diritto di accesso dei consiglieri comunali si rin-vengono, per un verso, nel fatto che esso debba avveni-re in modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali e, per altro verso, che non debba sostanziarsi in richie-ste assolutamente generiche _, fermo restando che la sussistenza di tali caratteri debba essere attentamente_ vagliata in concreto al fine di non introdurre surretti-ziamente inammissibili li-mitazioni al diritto stesso». Anche la Commissione per l'accesso ai documenti am-ministrativi ha richiamato il consolidato principio giuri-sprudenziale (ex multis Consiglio di stato, Sez. V. n. 929/2007) secondo cui il diritto del consigliere di ac-cesso agli atti «non può su-bire compressioni per prete-se esigenze di natura buro-cratica dell'ente con l'unico limite di poter esaudire la richiesta, qualora sia di una certa gravosità, secondo i tempi necessari per non de-terminare interruzione delle altre attività di tipo corren-te_», limite della proporzio-nalità e ragionevolezza delle richieste, contemperando, quindi, il diritto di accesso con l'esigenza di non intral-ciare lo svolgimento dell'at-tività amministrativa e il regolare funzionamento de-gli uffici comunali, compor-tando ad essi il minor ag-gravio possibile, sia dal punto di vista organizzativo che economico (Corte dei conti, sez. Liguria n. 1/2004). In tal senso, sulla base del principio di eco-nomicità che incombe sia sugli uffici tenuti a provve-dere, sia sui soggetti che chiedono prestazioni ammi-nistrative (parere del 12 di-cembre 2002) ha ricono-sciuto «la possibilità per il consigliere di avere accesso diretto al sistema informati-co interno, anche contabile, dell'ente attraverso l'uso della password di servizio_ proprio al fine di evitare che le continue richieste di ac-cesso si trasformino in un aggravio dell'ordinaria atti-vità amministrativa dell'ente locale» (cfr. parere 29 no-vembre 2009). Anche la giurisprudenza ha ritenuto legittime norme regolamen-tari contenenti accorgimenti finalizzati a ridurre i costi. In merito, il Consiglio di stato (Sez. V, sent. n. 6742/2007) ha condiviso l'avviso del Ministero del-l'interno in merito alla pos-sibile riproduzione di pla-nimetrie su cd-rom, qualora il consigliere chieda l'estra-zione di copie di atti la cui fotoriproduzione comporti costi elevati. Pertanto, è fat-to salvo il diritto del consi-gliere di accedere ai registri di protocollo finalizzato all'individuazione degli atti che potrebbero interessare per l'espletamento del pro-prio mandato. L'ente locale, nell'ambito della propria autonomia, può dotarsi di una specifica normativa re-golamentare per disciplinare le modalità di esercizio del diritto al fine di renderle compatibili con il regolare svolgimento dell'attività de-gli uffici. In tal senso, l'i-stanza di accesso ad atti non ancora formati, che impe-gnino l'amministrazione an-che per il futuro, potrebbe concretizzare una fattispecie vietata qualora il regola-mento comunale - nello specificare le modalità e le forme di esercizio di tali di-ritti in attuazione delle nor-me statali e statutarie - e-scludesse dall'accesso e dal rilascio di copie «le richie-ste generiche che non per-mettono l'individuazione del provvedimento o le richieste generalizzate relative a inte-re pratiche o a categorie di provvedimenti».