Home Ultime Deriu e Bianchi
Deriu e Bianchi PDF Stampa
Venerdì 01 Luglio 2011 11:21
fanno fuori Carboni
Da: La Nuova Sardegna del 1.07.2011

Presentate le giunte senza l’ex vicesindaco.
Mezzo Psi torna dall’Aventino
Al Garofano quattro assessori: tre in Comune due in Provincia Staffetta tra Ticca e Logias.
Tre socialisti in aula.
Due giunte nominate. Con quattro assessorati al Psi. E Ivo Carboni fuori dalla «stanza dei bottoni» sia in Comune che in Provincia (dove rimane consigliere). Con il partito del garofano che riunirà oggi il direttivo e deciderà se frantumarsi per difendere l’ex vicesindaco.
O mandare giù il boccone e accettare l’ultima incontrattabile offerta. Offerta «scolpita sulla carta» ieri mattina da Bianchi e Deriu. Che, come previsto, hanno depositato intorno alle 13.30 l’elenco degli assessori.
 Con Bianchi che conferma le deleghe a Serusi e Demuro (che si erano dimessi). E chiede al Psi di indicare un nome per l’Urbanistica. E Deriu che approfitta del «rimpastino» per chiudere la partita anche con Provincia civica e Comunisti Italiani. Con l’ingresso in giunta di Natascia Demurtas con delega a Ricerca e innovazione, il cambio tra Giovanna Ticca (Rifondazione) e Gianfranca Logias (Pdci) alla pubblica istruzione.
E la conferma del «giannasiano» Paolo Porcu ai Lavori pubblici. Uno schema impensabile fino a 48 ore fa.
Quando non solo il nome di Ivo Carboni era «incancellabile», ma si stentava ad arrivare all’accordo con due assessorati in Provincia e tre in Comune per il Psi. Un impasse che alla fine ha fatto saltare i nervi a sindaco e presidente. Che, dopo un «mini-vertice», hanno deciso lo strappo. Strappo favorito dal crescente malumore interno in casa Psi.
Con l’«area Ventura» non più intenzionata ad appoggiare incondizionatamente Carboni. Giannasi non più tanto convinto di sacrificare il «suo» Porcu per cedere il posto all’ex assessore. E (a quanto pare) lo stesso Balia sempre più dubbioso sull’opportunità di portare avanti una crisi sempre più difficile da digerire per i suoi elettori.
Un «movimento» confermato dalle tre presenze ieri nell’aula del consiglio comunale: Ventura Meloni, Alessandro Siotto e Francesco Guccini (assenti Mondino Deiara e il segretario cittadino Massimo Floris). Come dire: il dado è tratto.
 O la segreteria accetta le deleghe (e segnala il nome mancante per l’Urbanistica), o va avanti nella vertenza ma buttando fuori metà gruppo consiliare.
Che lascerebbe il Psi portandosi via i tre assessorati in Comune. Un’ipotesi «del terzo tipo». Sulla quale comunque la segretaria provinciale si pronuncerà oggi stesso. «Le segreterie regionale, provinciale e cittadina del Psi apprendono da un comunicato stampa - spiega una battagliera nota delle segreterie riunite - della avvenuta nomina delle rispettive giunte senza che il partito abbia dato alcun consenso o sia stato semplicemente consultato.
Il tutto avviene alla vigilia di un incontro con il Pd. Il Psi si riserva di assumere le determinazioni in merito nella riunione del direttivo provinciale che si riunirà come previsto».
Aspettando le evoluzioni in casa socialista rimagono due note da segnalare nella convulsa giornata politica. La prima: in mattinata era previsto il consiglio provinciale. Ma, visto l’imminente terremoto, la maggioranza non si è presentata e ha fatto saltare la seduta.
Mossa che ha mandato su tutte le furie le opposizioni che hanno chiesto: «Le dimissioni di un presidente che naviga a vista». La seconda: la spaccatura dentro Città in Comune tra Paolo Manca e Giuseppe Tupponi sembra ormai insanabile.
Ieri il capogruppo della civica si è alzato nell’aula del consiglio e ha letto un comunicato del consiglio direttivo: «La nostra città attraversa un periodo difficilissimo, ma non giova cercare a tutti i costi solo colpe e responsabilità.
Siamo convinti che una crisi politica portata alle estreme conseguenze con la richiesta di dimissioni del sindaco (fatta, tra gli altri, da Paolo Manca ndr) avrebbe solo conseguenze deleterie. E quindi ogni iniziativa, purché ispirata al buon governo, troverà senz’altro la nostra approvazione».
Fonte: La Nuova Sardegna.