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Arrivano a Bruxelles gli esposti in difesa della pastorizia sarda PDF Stampa
Venerdì 01 Luglio 2011 00:00
Graziano Milia presenta l'esposto a BruxellesArriva a Bruxelles il ricorso presentato da Graziano Milia, presidente del CAL Sardegna e della Provincia di Cagliari.
Si tratta di un documento presentato "sul presunto cartello tra gli industriali" all'attenzione della Commissione europea.
Non solo: Milia si è rivolto anche all'Autorità generale della concorrenza e del mercato per denunciare il presunto abuso di posizione dominante da parte di alcuni acquirenti e trasformatori del latte.
Tutti i dettagli nel seguente comunicato stampa e in alcuni articoli pubblicati dai maggiorni quotidiani...
 
 
 
GRAZIANO MILIA A BRUXELLES: IN DIFESA DEI DIRITTI DEI SARDI
 
 
 
 


Presentati in una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles gli esposti contro le presunte pratiche commerciali sleali ed anticoncorrenziali di alcuni operatori economici, a detrimento degli interessi economici dei pastori produttori di latte che operano in Sardegna.

 

 

Graziano Milia, Presidente del Cal Sardegna e della Provincia di CagliariLo ha reso noto, in un comunicato inviato ai media, Massimo Manca, addetto stampa della Provincia di Cagliari .

 

 

"Gli esposti, formalizzati alla Commissione competente (DG-Concorrenza) dell'Ue e all'Autorità Generale della Concorrenza e del Mercato di Roma - si legge nella nota - sono stati promossi dalla Provincia di Cagliari e predisposti dallo studio " IURISCONSULTING " di Napoli, degli avvocati Raimondo Nocerino, Alessandro Barbieri e Andrea Torino".

 

 

I documenti, con "ampia soddisfazione dell'amministrazione provinciale, sono stati sottoscritti anche dalle Organizzazioni di categoria agricole, e più precisamente da: Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Confagricoltura, Confederazione Produttori Agricoli (COPAGRI)".

 

 

I sottoscrittori degli esposti hanno convenuto sul fatto che tale iniziativa non fosse più procrastinabile, ma anzi fosse necessaria al fine di sollevare con decisione una delle cause principali della crisi che ha colpito il settore della pastorizia, con l'attuale prezzo latte/litro che è diminuito notevolmente negli ultimi anni.

 

L’iniziativa ha voluto richiamare l’attenzione dell'UE e dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sull’eventuale configurazione di intese restrittive della concorrenza e del mercato, idonee a minare lo sviluppo di alcune attività economico-commerciali del territorio della Sardegna e degli operatori che in esso articolano le proprie attività produttive.

 

 

 

I SOSPETTI

 

 

 

 

Si sospetta, infatti, che il ridotto potere contrattuale degli allevatori di ovini della Sardegna, produttori di latte di pecora, nei confronti delle imprese casearie, consenta a queste ultime di fare leva sul proprio potere di acquisto per imporre ai pastori un prezzo per litro di latte al ribasso, in violazione delle norme antitrust UE.

 

I soggetti di cui è stato denunciato il comportamento sono imprese casearie sarde, attive nel mercato della trasformazione di latte di pecora in Pecorino Romano DOP, Pecorino Sardo DOP di diverse stagionature, caciotte ed altri formaggi a pasta molle.

 

Sulla base di documentazione tratta dalla banca dati “Datima” gestita dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), recante gli andamenti mensili dei prezzi del latte di pecora in Lazio, Sardegna e Toscana a partire dal gennaio 2005 e fino al 2010, si evince infatti che il prezzo medio annuale del latte è sistematicamente inferiore rispetto a quello del medesimo prodotto proveniente dal Lazio e dalla Toscana.

 

 

Ora, dal momento che il latte di pecora prodotto in ogni zona d’Italia ha caratteristiche identiche, tale differenza di prezzo si giustifica unicamente in relazione al cartello che le imprese di trasformazione avrebbero posto in essere a danno degli allevatori sardi.

 

 

Inoltre, mentre l’andamento dei prezzi del latte prodotto in Lazio ed in Toscana subisce, nei vari anni, variazioni minime in diversi mesi dell’anno, il prezzo del latte in Sardegna si è presentato, per ben tre anni consecutivi, con variazioni sensibili concentrate nel mese di dicembre.

 

 

IL POTERE DI ACQUISTO

 

 

 

 

Per questo, a seguito dell’esercizio del potere di acquisto ad opera dei membri del cartello, i prezzi del latte sardo, in alcune occasioni, sarebbero risultati addirittura inferiori ai costi di produzione..

“Il ricorso è stato firmato da tutte le associazioni di categoria, un fatto storico, senza precedenti”.

 

Così il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, nella conferenza stampa di Bruxelles. “Agli industriali dico che non stiamo criminalizzando nessuno – ha aggiunto il presidente – anzi, noi vogliamo fare gli interessi di tutti e capire se c’è un percorso della economia che segue regole giuste oppure un sistema in cui chi ha potere lo esercita a danno dei più deboli, ovvero i lavoratori della pastorizia”.

 

 

La questione del prezzo del latte è strettamente connessa a questioni come il trasporto marittimo o l’energia pulita. Vogliamo capire se ci sono lobbies che non fanno gli interessi dei sardi, ma solo i propri, alterando la concorrenza e sfavorendo da un lato i produttori e dall’altro i consumatori”, ha concluso Milia.

 

Per Stefano Lai, pastore e delegato provinciale all’agricoltura "c'é qualcosa di anomalo ed iniquo: non so se si tratta di un cartello, ma è certo che bisogna fare al più presto chiarezza". "Quando ho iniziato questo mestiere – ha ricordato Lai – la giornata era conveniente, ora non più".


Secondo Raimondo Nocerino, facente parte del pool di avvocati che hanno curato la redazione dell’esposto, “è ragionevole pensare di poter avere una risposta dall’UE nel termine di 4, 5 mesi, almeno per quanto riguarda l’ammissibilità dell’esposto”. L’obiettivo principale – ha ribadito Nocerino – resta quello di dimostrare che gli industriali del settore caseario fanno cartello e alterano la concorrenza di prezzo del latte”.

 

 

In considerazione del pregiudizio arrecato alla struttura competitiva dei mercati e ai consumatori, la Provincia di Cagliari, insieme a tutte le organizzazioni agrarie di categoria agricole, ha chiesto alle Autorità di controllo e vigilanza, sia dell’Ue che nazionali, di avviare i procedimenti di indagine del caso, diffidando le imprese di trasformazione coinvolte nel denunciato cartello dal perpetuare la propria condotta anticoncorrenziale, non escluse congrue sanzioni pecuniarie nel caso.

 

  

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia di Cagliari.

 

 

Visualizza l'articolo nel sito ufficiale della Provincia di Cagliari

 

 

 

 

 

SEGUE UN ARTICOLO PUBBLICATO SU

 

L'UNIONE SARDA il 30 giugno 2011

 

 

 

 

 Graziano Milia lo fa direttamente da Bruxelles dove ha convocato, per questo pomeriggio, una conferenza stampa nella sede del Comitato delle Regioni: obiettivo illustrare le iniziative e, verosimilmente, fare nomi e cognomi delle imprese che approfittando del debole potere contrattuale dei pastori e delle cooperative del latte impongono un prezzo per litro sempre più al ribasso.

 
 
IL RICORSO
 
 
 
Gli avvocati della Provincia si sono dati molto da fare costruendo l'esposto e il ricorso in base a rilievi giuridici ed economici legati alle regole di concorrenza Ue.
 
In particolare puntano sugli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che vietano pratiche commerciali e intese restrittive della concorrenza e la fissazione abusiva del prezzo di un prodotto.
Sono infatti incompatibili con il mercato comune gli accordi che pregiudicano il commercio tra Stati membri falsando il gioco della concorrenza. Stesso discorso per chi abusa della propria posizione dominante.
  
  
«La decisione di tutelare la categoria dei pastori parte dal presupposto che il settore è parte rilevante della storia e del tessuto economico e produttivo della Provincia», è spiegato in un comunicato stampa diffuso negli scorsi giorni in cui si chiarisce che l'iniziativa si è resa necessaria per rendere evidente una delle principali cause della crisi del settore e dell'attuale prezzo del latte che diminuisce nonostante l'impatto della crisi economico finanziaria e il conseguente aumento dei costi di produzione.
 
 
RICHIAMO ALL'UE
 
  
 
Per Milia serve un piano strategico che, partendo da un'analisi reale dei problemi, restituisca ai pastori il giusto potere contrattuale.
 
La stessa Commissione Ue ha richiamato gli Stati membri a vigilare sulla concorrenza sleale mentre il “Gruppo di esperti sul latte” ha proposto misure a favore dei pastori.
 
La scelta di parlare direttamente dal cuore delle istituzioni europee vuole essere anche un richiamo alla Ue perché rifletta, nell'ambito della riforma della Politica agricola comune e della politica regionale post 2013, sulla situazione svantaggiata dell'isola.
 
La proposta è quella di includere la Sardegna in una nuova categoria, quella di regione intermedia, consentendole di mantenere quote consistenti di fondi Ue anche dopo il 2013.
 
 
L'Unione Sarda del 30.06.2011
Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Luglio 2011 19:12