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Economia: Vinyls, l’ultima speranza è Arkema PDF Stampa
Martedì 05 Luglio 2011 09:41
Chimica in Sardegna L’assessore: «Può convivere con la chimica verde».
Pd: «Idee confuse». 
Spezzatino amaro per la Vinyls di Porto Torres. Ma una «correzione» francese in corsa potrebbe, a sorpresa, migliorare il menu.
Ieri al ministero dello Sviluppo economico è stato comunicato l’interessamento da parte della multinazionale Arkema.
 
 
 
Non si tratta di una novità sensazionale, anche perchè l’informazione circolava da qualche settimana.
 
 
Ma ora che Igs Varese è pronta per rilevare l’impianto di Ravenna (già in agosto o al più tardi a settembre con un pagamento in tre tranche da qui al 2013), ecco che la società francese - operatore innovativo dell’industria chimica europea - prova a entrare nella partita.
L’Arkema ha dei collegamenti proprio con le Industrie generali di Varese e sarebbe interessata non solo a Porto Torres ma, in generale, al ciclo del cloro in Sardegna, quindi anche Assemini.
E questo nella prospettiva di una valorizzazione della produzione di soda (che ha un mercato pregiato). Entro sette-dieci giorni il ministero dello Sviluppo economico convocherà un tavolo tecnico, al quale saranno invitate Igs e Arkema, per valutare le intenzioni reali delle due società.
Non c’è molto tempo a disposizione: la gestione commissariale di Vinyls scade il prossimo 8 settembre, per quella data dovrà essere fornita la soluzione ai giudici del tribunale di Venezia.
Se non ci sarà la possibilità di una acquisizione da parte delle società interessate, si aprirà la strada del fallimento.
 
 
I sindacati, ieri, a conclusione dell’incontro romano, hanno manifestato totale insoddisfazione per l’evoluzione della vicenda. E’ stato denunciato «il fallimento dell’iniziativa del Governo che aveva dato ampie garanzie per il salvataggio dell’intero ciclo del cloro. Le vicende di Ramco, prima, e Gita, poi, hanno invece portato verso una situazione di non ritorno».
La diffidenza, in effetti, non è riferita ai francesi di Arkema - considerati di assoluta affidabilità - ma al fatto che finora non è stato possibile concludere l’operazione nonostante le garanzie date, anche direttamente dal ministro Paolo Romani, sulle società interessate all’acquisto di Vinyls. Ieri il ministero ha confermato che al tavolo sarà chiamata anche l’Eni.
La situazione, però, e paradossale. Porto Torres, infatti, si appresta ad accogliere un progetto di chimica verde presentato come «alternativa» alla chimica tradizionale che - proprio l’Eni - non vuole più fare nel petrolchimico turritano. Ieri, però, l’assessore regionale all’Industria Oscar Cherchi, dopo l’incontro a Roma, ha detto: «Durante il vertice è emersa la volontà del Governo di tentare altre strade per impedire la chiusura definitiva dello stabilimento chimico di Porto Torres.
Anche la Regione ritiene ancora possibile trovare una soluzione alla vertenza: è importante sottolineare che per noi il progetto chimica verde e di base non sono in contrapposizione.
Incassiamo con ottimismo l’impegno del ministero di promuovere un tavolo, entro luglio, al quale ci sarà anche l’Eni, e valutare tutte le possibilità per evitare in extremis la chiusura della Vinyls». Pronta la replica di Mario Bruno, capogruppo Pd in consiglio regionale: «Sono in confusione totale: prima hanno firmato l’accordo per chiudere il petrolchimico, e la fermata degli impianti è già cominciata.
Ora dicono che chimica verde e di base possono stare insieme. Incredibile e incomprensibile: pensano una cosa e ne fanno un’altra».
Da: La Nuova Sardegna del 5 Luglio 2011.