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Giovedì 07 Luglio 2011 09:24
 è guerra
Gli enti a Statuto speciale attaccano la manovra

 

L'assessore La Spisa: dividiamo meglio il risparmio della spesa pubblica Dalla redazione ROMA Fuoco incrociato tra Sardegna e Governo sulla manovra finanziaria. Un incendio “economico” divampato ieri, nel corso della Conferenza delle Regioni presieduta da Vasco Errani.
A bocciare i tagli indiscriminati della manovra “tremontiana” - che fanno a pezzi le cinque Regioni a Statuto speciale - un documento elaborato dal vicepresidente della Regione, Giorgio La Spisa: «Il Governo deve rispettare la “specialità” e dare piena applicazione ai regimi finanziari regionali». Oggi l'incontro chiarificatore fra il ministro dell'Economia e i rappresentanti delle Regioni.
LA SPISA
Per arginare le sforbiciate del numero uno all'Economia, La Spisa rimarca che «è necessario suddividere in maniera più equa il risparmio della spesa pubblica, da ripartire tra i livelli di Governo in misura proporzionale all'entità dei bilanci».
CAPPELLACCI
Una manovra «penalizzante» per il governatore Ugo Cappellacci, che ieri non era presente all'incontro: «La Sardegna è ingiustamente sfavorita: ha già numerosi crediti nei confronti dello Stato e i sacrifici dovrebbero essere equamente distribuiti».
E traccia azioni «forti» e «decisive»: «Convocherò subito - dichiara battaglia Cappellacci - il coordinamento delle Regioni a Statuto speciale per mettere in campo iniziative comuni contro una discriminazione inaccettabile».
 L'ACCORDO
Cinque i cardini del documento siglato tra le Regioni “speciali”: gli enti ad autonomia differenziata richiedono che siano attuati i meccanismi di perequazione per i fabbisogni di spesa e che si tenga conto degli accordi finanziari previsti (stipulati o in corso di definizione) tra le singole Autonomie e lo Stato. E non solo.
Nel testo si invita il Governo a dare piena applicazione ai regimi finanziari delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome, previsti dai rispettivi Statuti. La manovra, per La Spisa, appesantisce i limiti del Patto di stabilità.
«I sacrifici per migliorare l'indebitamento netto - analizza il quarto punto del documento - devono essere ripartiti dal Governo con il Patto di stabilità, ma anche quantificati in base ai volumi di bilancio regionali».
FEDERALISMO FISCALE
L'assessore al Bilancio punta l'accento sull'attuazione del federalismo fiscale: «Non deve prescindere dai meccanismi di perequazione infrastrutturale. E il concorso al risanamento dei conti pubblici deve avvenire con un confronto bilaterale tra Stato e Autonomie speciali».
Più che una manovra, quella di Tremonti sembrerebbe una vera retromarcia per l'economia dell'Isola: «Per la Sardegna, l'effetto della manovra si somma alle incertezze nella definizione del regime finanziario, in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei ministri». Oggi nell'incontro al ministero per gli Affari regionali si capirà che marcia ingranerà il ministro Tremonti.
L'Unione Sarda del 7 Luglio 2011.