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Bonus di volumetrie in Costa Smeralda PDF Stampa
Domenica 10 Luglio 2011 00:00
Dai 400mila agli 800mila metri cubi anche vicino al mare.
Piano Casa 1 o 2, che differenza fa?
La Gallura sa di trovarsi sempre al centro della discussione, spesso della tempesta.
L’idea che i vincoli del piano paesaggistico di Soru possano essere allentati eccita qualche impresario qua e là per la Sardegna...
OLBIA. Giusto l’altra sera, è emerso che nel comune della Costa Smeralda e dintorni c’è un bonus volumetrico: dai 400 mila agli 800 mila metri cubi edificabili, anche vicino al mare.
La metà di queste cubature è nelle aree pubbliche. Il Comune potrebbe addirittura diventare imprenditore turistico? La bomba l’hanno fatto esplodere i due tecnici incaricati di fare il Puc. Uno ha detto che basterebbe riclassificare alcuni borghi, come Porto Cervo, da zona F (turistica) a zona B (ampliamento) per vedere moltiplicati i metri cubi.
L’altro ha sostenuto che l’unica strada maestra è quella di far modificare il piano paesaggistico di Soru.
Che fare, ora? Arzachena rischia di essere ancora una volta il laboratorio delle scelte regionali. Con il vecchio piano casa, il Comune ha permesso l’ampliamento degli hotel Pitrizza e Romazzino (e in attesa c’è quello del Cala di Volpe).
Scelte che il Tar ha condannato, sostenendo che l’ingrandimento del Romazzino era stato fatto sul mare (ed è vietato) e che le suite dell’altro non erano che ville staccate dal corpo dell’albergo. Il contensiozo è finito, perché il ricorrente ha trovato un accordo col proprietario (Barrack) e si è tirato indietro davanti ai giudici. Una mossa che lascia pesanti dubbi su cosa si possa fare, e senza alcuna presa di posizione degli ambientalisti. Adesso la Regione vorrebbe sanare quel vuoto urbanistico per dare ai tecnici la possibilità di approvare vecchie lottizzazioni. Con le modifiche al piano casa, ci sarebbe una colata di cemento sulle coste? Ci sono molto progetti congelati dal Ppr.
A suo tempo, la Regione disse no a 327 domande di intesa, che era l’accordo per scavalcare i vincoli. Tra i comuni bocciati, il record spetta a Olbia (51 progetti), seguita da Budoni (20). Ben rappresentati Quartu (12), Arbus (8), Castiadas (8).
Non erano solo complessi residenziali o ville, c’erano anche ampliamenti di case, costruzioni di verande, passaggi di fili elettrici. Alcuni piani, come quello del Club Med alla Maddalena, potrebbe ripartire. Altri, come Costa Tuchese, con un vecchio via libera, potrebbero riavere qualche chance. Ma l’amministrazione che ha mandato via i berlusconiani, difficilmente dirà sì anche solo per far muovere un sasso. Ad Arzachena l’attesa per le modifiche è viva, ma non spasmodica.
«Il nostro comune viene spesso criticato da chi conosce poco la storia urbanistica della Sardegna - dice Rino Cudoni, assessore comunale -. Abbiamo avuto l’esempio architettonico ed urbanistico dell’Aga Khan all’inizio: quello che, in 50 anni, ci ha insegnato a preserarve l’ambiente e a creare un’economia solida, che dà lavoro a tutta l’isola e genera un continuo movimento turistico». Cudoni ricorda un passaggio epocale: il Comune disse no al masterplan dell’Aga Khan voglioso di milioni di metri cubi, la Regione glielo impose.
Ci fu una battaglia al Tar, e Arzachena la vinse. «Anche questa volta pianificheremo il nostro territorio non dando concessioni così, ma sulla base di piani strategici: oltre ai mattoni, deve crearsi un’economia forte», chiude Cudoni. Questo spiegherebbe anche l’ultima crisi comunale. Nell’amministrazione c’era chi puntava tutto su Barrack, e chi sui progetti degli imprenditori galluresi. Le volumetrie saranno pure cresciute, ma non tanto da poter accontentare tutti.
La Nuova Sardegna.