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Economia: Piano casa, 6.300 richieste PDF Stampa
Martedì 12 Luglio 2011 08:26
L'edilizia tenta il recupero, nel 2012 prevista la ripresa.
CONFINDUSTRIA. Nell'ultimo triennio sono stati persi 11 mila posti di lavoro nell'Isola L'edilizia sarda ha voglia di ripartire.
Non si spiegano altrimenti le 6.300 domande presentate per ampliare una casa o per interventi di demolizione e ricostruzione, sfruttando il Piano casa 2...
E su questo fronte l'Isola si colloca al secondo posto in Italia, soltanto dopo il Veneto.
LA CRISI
È uno scatto di reni del settore. Che gioca le sue carte per uscire dal tunnel della crisi. Una crisi che, tuttavia, presenta numeri ancora pesanti: nel triennio 2008-2010, secondo il 4° rapporto sulle costruzioni dell'Ance Sardegna (presentato ieri nella sede cagliaritana di Confindustria) nell'Isola si sono persi 11 mila posti di lavoro.
 LA PRODUZIONE
 Qualche spiraglio, però, s'intravede. Le valutazioni dell'associazione dei costruttori sardi «sono orientate a una stazionarietà dei livelli produttivi per quest'anno e a un lieve aumento nel 2012 (+0,8%)». Maurizio De Pascale, leader regionale dell'Ance, resta preoccupato.
«In Sardegna pesa un gap infrastrutturale che si manifesta in vari modi, a partire dall'energia», dice De Pascale. «Poi è importante saper spendere e far sì che la macchina amministrativa sia più veloce: è inoltre strategico accelerare l'utilizzo delle risorse destinate alle infrastrutture e alle costruzioni, nell'ambito dei fondi strutturali europei e del fondo per le aree sottoutilizzate. Su 2,9 miliardi di investimenti disponibili», spiegano i vertici dell'Ance, «finora è stato impegnato meno del 7 per cento delle risorse».
 L'IMMOBILIARE
C'è poi preoccupazione per la stagnazione del mercato immobiliare, anche alla luce degli ultimi dati sulle compravendite in Sardegna: a partire dal 2007 si è assistito a un forte ridimensionamento nel numero di abitazioni oggetto di compravendita, mercato che a fine 2010 ha segnato una flessione del 25,5%.
IL LAVORO
Ma ancora più grave è l'emorragia di buste paga. Nel 2010 gli occupati nel settore erano 56 mila, l'8,1% in meno rispetto al 2009, spiega l'Ance.
Una flessione che conferma il trend negativo in atto negli anni precedenti (-7,7% nel 2008 e -2,1% nel 2009). I dati delle casse edili (l'iscrizione è obbligatoria per tutte le imprese aderenti al contratto collettivo degli edili) segnalano riduzioni di iscritti e di ore lavorate ancora peggiori: tra il 2008 e il 2010 le ore lavorate e il numero di operai sono diminuiti di circa il 30%, mentre le aziende iscritte evidenziano un calo del 22,4%.
La tendenza si conferma pure nei primi due mesi del 2011, con una riduzione di ore lavorate pari al 5,7%, al numero di operai (-13,4%) e a quello di imprese (-9,1%) rispetto allo stesso periodo del 2010. 
 
L'Unione Sarda.