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Regione Sardegna: dibattito sui precari PDF Stampa
Giovedì 14 Luglio 2011 08:29

Dibattito sui regionali: la sinistra si spacca.

Scontro fra Sel e Pd.
Uras incassa il voto della maggioranza.
Oggi sarà approvata la “miniriforma” del personale della Regione...
Ieri il Consiglio ha votato gli emendamenti legati all'ultima parte del testo.
E proprio su un emendamento presentato dalla maggioranza di centrodestra e dal gruppo Sel-Comunisti-Indipendentistas si è consumato uno scontro nell'opposizione, con il Pd che ha presentato un proprio testo.
I precari della pubblica amministrazione che aspettano risposte sono quasi 2 mila, tra la Regione, gli enti e le agenzie regionali.
Sulla proposta di modifica dell'ultimo articolo del disegno di legge 71, e sulla divisione nel centrosinistra, ha parlato il capogruppo di Sel, Luciano Uras: «In Consiglio lavoriamo da sempre per l'unità del centrosinistra», dice, «non costruiremo la nuova Regione sulle macerie sociali. Per questo poco si capisce il senso della battaglia del Pd su una cosa che non esiste né sul piano normativo, né sul piano finanziario, né sul piano dei contenuti delle disposizioni discusse».
 La modifica al testo del dl 71 consente di mantenere al lavoro, con uno stipendio minimo, i circa 400 dipendenti dei Centri servizio per il lavoro e Cesil, 850 delle cooperative dei beni culturali, 400 insegnanti della formazione professionale provenienti dall'albo della legge 42 del 1982, 250 tra veterinari e i biologi dell'Ara. In disaccordo il consigliere del Pd Renato Soru.
«Il Consiglio mostra di non avere a cuore l'efficienza della Regione».
L'ASSESSORE
 
 
 
Per Mario Floris, assessore al Personale, «le riforme servono non soltanto per il personale interno, ma anche per l'esterno, per i cittadini che devono essere visti come soggetti attivi».
Secondo il leader dell'Uds «serve una svolta radicale affinché non si crei ulteriore precariato e aspettative, mettiamo una moratoria e diciamo che per un anno non si possono fare assunzioni».
Per l'assessore Floris, tuttavia, bisogna partire dalla riforma della legge 31.
L'Unione Sarda del 14.07.2011