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Mercoledì 04 Agosto 2010 14:35

Statutaria, «autonomie locali a rischio»

Ganau: «E' solo un modo per rafforzare la casta». Oggi a Sassari il ministro Lanzillotta.

SASSARI. Il presidente della provincia di Cagliari Graziano Milia annuncia il suo "no" alla legge statutaria, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau è più cauto ma non nasconde il malcontento. Alla conferenza nazionale dei consigli comunali esplode l'insofferenza verso il centralismo della Regione, accusata di ignorare il ruolo e le prerogative degli enti locali.

L'articolo 1 della legge regionale 1/2005 spiega con quali obiettivi sono stati istituiti il consiglio delle autonomie locali e la conferenza permanente Regione-enti locali, e cioè «in attuazione del principio di cooperazione tra gli enti locali e al fine di garantire la loro partecipazione ai processi regionali di loro diretto interesse». Dice Graziano Milia, che di quel consiglio è presidente: «In due anni non è successo niente. Tutte le nostre proposte sono state messe in un cassetto. Silenzio assoluto, il consiglio regionale non ha ritenuto opportuno neppure darci una motivazione. Quando si è ricordato della nostra esistenza, lo ha fatto con un ritardo clamoroso». Cioè, nella fase dei passaggi di competenze alle province e ai comuni, «la richiesta di intese, prevista dalla legge, ci è stata inoltrata a settembre. Peccato che le delibere fossero state emesse due mesi prima, a luglio. Infatti l'intesa ancora non c'è stata».

Con la statutaria, secondo Milia, si è persa un'altra grande occasione: «Gli enti locali sono protagonisti della riforma. Ma i loro suggerimenti sono stati ignorati. Io al referendum voterò "no" e domando: che fine devono fare le autonomie locali? È ora di decidere se sia il caso di rivedere il sistema, perchè, questo deve essere chiarissimo, nessuno di noi ha voglia di rimanere a fare la guardia al bidone». Anche dal punto di vista finanziario occorre fare chiarezza. A proposito di federalismo fiscale, Graziano Milia sottolinea che «l'aumento di competenze per comuni e province, arrivato con la legge 9, ha viaggiato di pari passo con la diminuzione delle risorse. La provincia di Cagliari deve fare i conti con un bilancio più povero di 7 milioni di euro. Riusciremo a tappare i buchi grazie all'intervento del governo, che ha rivisto i meccanismi della distribuzione utilizzando anche i soldi delle comunità montane. La Regione si è opposta: non si capisce se le cm debbano continuare a vivere o no. Di sicuro, le scelte sulla spartizione dei fondi sono sbagliate: il 40 per cento uguale per tutti e il 60 per cento in base alla popolazione. La Regione crede che dando più soldi ai centri piccoli si combatta lo spopolamento: quest'idea - aggiunge Milia - assomiglia tanto a un raglio d'asino. Per non far scappare le persone bisogna dare un ruolo ai comuni, restituirgli una funzione di cerniera nel territorio. I soldi da soli non bastano».


E se Giorgio Macciotta, consigliere del Cnel, sottolinea l'urgenza di dare attuazione al federalismo fiscale «anche se molte parti del disegno di legge devono essere riviste», Milia ribadisce che «le autonomie locali in materia di risorse hanno più fiducia nel rapporto con Stato piuttosto che con la Regione».
Perplesso anche il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau. Candidato alle primarie del Pd con Antonello Cabras, critica la legge statutaria che «non valorizza gli enti locali e impedisce ai sindaci di candidarsi al consiglio regionale. Un modo per rinforzare la casta».

Parole pesanti, alle quali oggi replicherà Renato Soru. Il presidente della Regione è atteso a Sassari insieme a Tore Cherchi, presidente dell'Anci Sardegna, e a Linda Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali e autonomie locali. I tagli annunciati dal governo saranno in primo piano: tra questi figura anche la possibilità di ridurre il numero dei componenti dei consigli comunali. Un'ipotesi osservata con scetticismo da Carlo Reali, coordinatore dei consigli comunali del centro Italia, che in materia di riduzione delle spese invita a fare le giuste distinzioni: «In Italia 150mila persone vivono di politica, i costi complessivi sono tre volte superiori a quelli della Spagna. Gli sprechi cono diventati la prassi, è doveroso darci un taglio. Ma attenzione a come e dove si muovono le forbici. Ridurre i consiglieri nelle assemblee civiche non porterebbe un grande risparmio, molto più utile sarebbe assegnare ai municipi nuove prerogative».

FONTE: La Nuova Sardegna, 5 Ottobre 2007.

Collegamento: http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/Statutaria-%C3%82%C2%ABautonomie-locali-a-rischio%C3%82%C2%BB/1374232?edizione=EdRegionale

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 09:23