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Il Consiglio dice di no all’aumento dei salari per i manager delle Asl PDF Stampa
Venerdì 15 Luglio 2011 00:00
Cagliari. L’aula di via Roma ieri mattina è diventata campo di battaglia per un possibile aumento delle retribuzioni dei manager delle Asl. Nel tutti contro tutti, alla fine, l’emendamento della maggioranza che prevedeva un aumento del venti per cento dei compensi, non è passato ma resta la polemica per una mossa sbagliata nei modi e nella tempistica...
«Una norma di questo genere richiama il movimento dei forconi», sintetizza Adriano Salis, capogruppo dell’Idv. Anche su questo i Riformatori si sono differenziati dalla maggioranza. Il ministro Tremonti, in verità poco amato dal Consiglio regionale che qualche settimana fa gli ha imposto una censura per la discriminazione sulle questioni economiche della Sardegna, aveva appena dichiarato che «siamo sul Titanic», quando in Consiglio è stato presentato un emendamento firmato da Mario Diana (Pdl), Franco Meloni (Riformatori), Giacomo Sanna (Psd’Az) e Franco Cuccureddu (Mpa).
Mentre agli italiani viene chiesto di fare sacrifici, di sopportare l’aumento spropositato dei carburanti, di vedere andare in fumo il risparmio delle famiglie in Bot, il testo dell’emendamento recitava: «I compensi dei direttori generali delle Asl devono essere ricompresi entro un tetto massimo del 20% di maggiorazione rispetto alla retribuzione più alta, esclusi i proventi da lavoro straordinario»...
Sbagliati i tempi visto che due giorni fa la riforma sanitaria aveva ottenuto il via libera dalle commissioni tra i contrasti nella stessa maggioranza e per la contingenza economica. Sull’emendamento presentato alle norme che riorganizzano il personale regionale si è sviluppato un lungo dibattito in cui tutti hanno affermato la necessità di ridurre i costi della politica. E alla fine la maggioranza ha deciso di ritirare il provvedimento; tutti d’accordo tranne Franco Meloni che lo ha recuperato.
Il voto: 49 no, 5 sì, i Riformatori, 10 astenuti. «Non è un emendamento scandaloso», ha precisato Franco Meloni, «ma si tratta di una questione di giustizia perché i manager guadagnano meno di molti medici». La maggioranza intendeva far recuperare ai manager delle Asl sarde i tagli provocati dalle norme volute dal ministro Brunetta.
«Non riescono a trovare la convergenza nemmeno sulla riforma», sostiene Mario Bruno, capogruppo del Pd, «e poi pensano agli aumenti dei compensi per i manager. Comunque questo ci ha dato l’occasione per affrontare i tempi più generali dei costi della politica. Cominciamo subito, le proposte di legge ci sono, dal taglio dei vitalizi alla riduzione del numero dei consiglieri».
La Nuova Sardegna.