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Il Ruolo delle autonomie Locali PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 14:37

CAGLIARI. Il ruolo delle autonomie locali è centrale in un processo di rilancio di quella che viene definita la democrazia partecipata. È uno dei temi emersi nella seduta del Consiglio regionale e del Consiglio delle autonomie locali.

Un appuntamento che, come ha sottolineato il presidente dell’assemblea, Giacomo Spissu, non può essere considerato un’occasione «rituale e vuota», ma deve sempre più puntare a quello che è stato l’obiettivo di fondo dell’istituzione del Consiglio delle autonomie locali: il consolidamento dell’attività legislativa sia per l’attuazione delle leggi già approvate sia del coinvolgimento degli enti locali alle leggi in fase di elaborazione. Spissu ha confermato la volontà di trasferimento delle competenze e dei servizi alle province e ai comuni in attuazione del principio costituzionale della pari ordinazione, citando come esempio dell’avvio di questo processo la Finanziaria 2007 con i 500 milioni di euro del Fondo unico a favore degli enti locali (saliti a 545 nella manovra 2008 che nel pomeriggio ha iniziato il suo esame nell’aula del consiglio). Per Spissu è cruciale la definizione di un nuovo statuto di autonomia, soprattutto in una fase nella quale le autonomie speciali sono messe in discussione.

Un tema ripreso dal presidente del Consiglio delle autonomie locali Graziano Milia, che ha sottolineato il momento difficile dal punto di vista politico ed economico dell’Italia. «In questa fase chiediamo al Consiglio regionale - ha spiegato - di scommettere sulle autonomie locali». E l’esigenza di proseguire lungo questa strada è maggiore - ha aggiunto - alla luce dei dati sulle prospettive non incoraggianti per i comuni della Sardegna alla luce delle novità introdotte dalla Finanziaria nazionale, «quella regionale ha registrato un passo in avanti e si è tenuto conto delle nostre richieste», che stimano per il prossimo triennio minori entrate per 10,4 milioni di euro per il comune di Cagliari, di 6,4 per quello di Sassari, di circa 2 milioni in meno a Nuoro e 1 milione e 600 mila in meno a Carbonia.

Graziano Milia si è, quindi, detto d’accordo con Spissu sulla necessità di una verifica in tempi rapidi delle riforme fatte e ha auspicato una rapida conclusione dell’iter di scioglimento delle Comunità montane, ormai non più in grado di operare.


Fonte: La Nuova Sardegna del 23 Gennaio 2008.

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 09:22