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Per non dimenticare: le novità del federalismo PDF Stampa
Sabato 23 Luglio 2011 00:00

LE NOVITA': IMU, CEDOLARE SECCA, SBLOCCO ADDIZIONALE.

Sono queste le novità del tanto atteso e discusso Federalismo.

Con il voto di fiducia alla Camera si conclude l'iter parlamentare del decreto legislativo sul federalismo municipale...

 

 

 

 

Il fisco municipale, che sostituisce circa 11 miliardi di trasferimenti, entra il vigore da quest'anno (a regime nel 2014) ma non mancano i dubbi e gli aspetti poco chiari con cui avranno a che fare i sindaci per far quadrare i bilanci.

 

 

Parte subito la devoluzione ai Comuni della fiscalità immobiliare ma ancora da capire è il funzionamento e la ripartizione del fondo sperimentale di riequilibrio che si alimenta con queste imposte. Il decreto rinvia ad un successivo decreto del ministero dell'Interno di concerto con l'Economia, ma intanto ciascuna amministrazione non conosce l'entità di risorse a disposizione.

 

 

 

Non mancano dubbi sulle modalità applicative della cedolare secca sugli affitti, che anch'essa parte dal 2011. I proprietari dell'immobile hanno la facoltà di scegliere se rimanere con il vecchio sistema o passare alla cedolare ma non viene specificato come e quando l'opzione deve essere esercitata.

 

 

Anche in questo caso si rinvia ad un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate da emanare entro 90 giorni che dovrà anche stabilire le modalità di versamento dell'acconto 2011 e 2012 e del saldo.

 

 

Poco chiara è anche l'applicazione della tassa di soggiorno che i Comuni possono decidere di applicare fino a 5 euro a notte. Sarà un regolamento da adottare entro 60 giorni a stabilire la disciplina attuativa e dopo i singoli Comuni dovranno adottare propri regolamenti. Rinvio ad un successivo regolamento anche per la revisione della tassa di scopo.

 

 

FISCALITA' IMMOBILIARE E FONDO DI RIEQUILIBRIO

 

 

 

È il primo effetto del federalismo municipale in attesa che il sistema vada a regime nel 2014. Da quest'anno sono attribuite ai Comuni la cedolare secca, in misura del 21,7% e il 30% dell'imposta di registro e di bollo, delle imposte ipotecarie e catastali.

 

 

Il gettito confluisce nel fondo sperimentale di riequilibrio che è in vigore per tre anni e comunque fino all'entrata in vigore del fondo perequativo previsto nella delega. Per il funzionamento del fondo e la sua ripartizione si rinvia ad un decreto del ministero dell'interno di concerto con l'economia.

 

COMPARTECIPAZIONE ALL'IVA - Ai Comuni è attribuita una compartecipazione del 2% al gettito Iva. In sede di prima applicazione e in attesa della determinazione del gettito iva ripartito per Comune, l'assegnazione del gettito avviene sulla base del gettito iva per provincia suddiviso per il numero degli abitanti di ciascun comune.

 

CEDOLARE SECCA - Si applica a partire dal 2011. I proprietari di immobili affittati possono scegliere di restare con l'attuale regime Irpef o la cedolare con aliquota del 21% per i canoni liberi. Per i canoni concordati scende al 19%. I proprietari che scelgono la cedolare rinunciano ad applicare aumenti previsti nel contratto a qualsiasi titolo, compreso l'adeguamento all'indice Istat. Gli inquilini devono essere avvertiti della scelta con lettera raccomandata. La cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulle risoluzioni o le proroghe del contratto di locazione.

 

 

 

IMU - Parte dal 2014, si applica su tutti gli immobili esclusa la prima casa. Prende il posto dell'Ici, dell'irpef sugli immobili e relative addizionali. L'aliquota base è dello 0,76% ma i Comuni possono determinare aumenti o diminuzioni sino allo 0,3%. Nel caso di immobili locati l'aliquota di base viene dimezzata.

 

 

IMU SECONDARIA - Anch'essa parte dal 2014 e sostituisce la tassa per l'occupazione di spazi pubblici, il canone di occupazione di spazi pubblici, l'imposta comunale sulla pubblicità.

 

 

 

 

ADDIZIONALE IRPEF - Vengono sbloccate. I Comuni che attualmente hanno un'addizionale non superiore allo 0,4% possono istituirla o aumentarla fino a quella soglia. In ogni caso non può essere aumentata per più dello 0,2% l'anno. Lo sblocco parte dall'anno di imposta 2010 se le relative delibere vengono approvate entro il 31 marzo 2011.

 

 

IMPOSTA DI SOGGIONO - I Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni e i Comuni turistici possono istituire una tassa di soggiorno fino ad un massimo di 5 euro a notte. Il gettito va a finanziare interventi nel settore del turismo, comprese le strutture ricettive, interventi di manutenzione dei beni culturali ed anche i relativi servizi pubblici locali.

 

IMPOSTA DI SCOPO - Viene ampliata. Potrà essere istituita dai Comuni per finanziare un range più ampio di opere pubbliche e può finanziare l'intero ammontare della spesa per l'opera.

 

 

PIU' CONTROLLI AI COMUNI - I Comuni sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nella lotta all'evasione fiscale. E i sindaci sono incentivati farlo perché ai municipi viene assegnato tutto maggior gettito derivante dall'accatastamento degli immobili fantasma e il 50% (anziché il 30% come è attualmente) del maggior gettito derivante da accertamenti fiscali.

 

SANZIONI - A decorrere dal primo aprile 2011 le sanzioni previste per inadempimento degli obblighi di dichiarazione delle variazioni di consistenza o di destinazione sono quadruplicati. Il 75% delle sanzioni è devoluto al Comune di ubicazione dell'immobile interessato.
 
 

 


Così scriveva il SOLE 24 ORE di venerdì 4 febbraio 2011

 
 Il nuovo testo del Dlgs sul federalismo municipale

 

 
 

Giunge in porto il decreto legislativo sul fisco municipale, dopo un iter parlamentare travagliato e una complessa trattativa fino all'ultimo con i Comuni e le forze parlamentari di opposizione condotta dal Ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli. Nonostante il parere del presidente della bicameralina, Enrico La Loggia, sia stato respinto con un esito del voto di parità, dopo un vertice a Palazzo Grazioli il governo ha ceduto alle pressioni della Lega e il decreto è stato definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri.

 

 

Soltanto la Commissione bilancio del Senato si è espressa positivamente sul parere di La Loggia. Il testo finale, che ora passa al vaglio del Quirinale per la promulgazione, ha subito una radicale trasformazione rispetto a quello approvato dal governo in prima lettura. Imposta municipale unica (Imu) al posto dell'Ici, cedolare secca sugli affitti che però vengono bloccati, sblocco dell'addizionale irpef, compartecipazione dei Comuni all'iva, devoluzione ai sindaci della fiscalità immobiliare. E ancora, imposta di soggiorno e tassa di scopo. Sono le novità contenute nel decreto, che sarà applicato gradualmente a partire da quest'anno. Andrà a regime del 2014.

 

 

È rimasto fuori dal decreto il fondo per gli aiuti agli inquilini, con particolare riferimento alle famiglie con figli. In una bozza rielaborata da Calderoli, era pure comparso un fondo di 400 milioni, ma nelle versioni successive è stato cassato (sostituito dal blocco dei canoni). IMU - parte dal 2014, si applica su tutti gli immobili esclusa la prima casa (ma su quelle di lusso di applica comunque). Prende il posto dell'Ici, dell'irpef sugli immobili e relative addizionali. L'aliquota base è dello 0,76% ma i Comuni possono determinare aumenti o diminuzioni sino allo 0,3% e anche dimezzarla per le società.

 

 

 

CEDOLARE SECCA - si applica a partire dal 2011. I proprietari di immobili affittati possono scegliere di restare con l'attuale regime irpef o la cedolare con aliquota del 21% per i canoni liberi. Per i canoni concordati scende al 19%. Nella prima versione del decreto le aliquote erano rispettivamente del 23% e del 21%. I proprietari che scelgono la cedolare rinunciano ad applicare aumenti previsti nel contratto a qualsiasi titolo, compreso l'adeguamento all'indice Istat. Gli inquilini devono essere avvertiti della scelta con lettera raccomandata. La cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulle risoluzioni o le proroghe del contratto di locazione.

 

 

 

FISCALITA' IMMOBILIARE E FONDO DI RIEQUILIBRIO - dal 2011 sono attribuite ai Comuni la cedolare secca e il 30% dell'imposta di registro e di bollo, delle imposte ipotecarie e catastali. Il gettito confluisce nel fondo sperimentale di riequilibrio, fino all'entrata in vigore del fondo perequativo previsto nella delega. Come chiesto dalle opposizioni, viene meglio specificato rispetto alla prima versione, il funzionamento di entrambi i fondi.

 

 

 

ADDIZIONALE IRPEF - vengono sbloccate, accogliendo una richiesta dell'Anci. I Comuni che attualmente hanno un'addizionale non superiore allo 0,4% possono istituirla o aumentarla fino a quella soglia. In ogni caso non può essere aumentata per più dello 0,2% l'anno. Lo sblocco parte dall'anno di imposta 2010 se le relative delibere vengono approvate entro il 31 marzo 2011.

IMPOSTA DI SOGGIONO - anch'essa è stata fortemente voluta dall'Anci. I Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni e i Comuni negli elenchi regionali delle località turistiche o d'arte possono istituire una tassa di soggiorno fino ad un massimo di 5 euro a notte. Il gettito va a finanziare interventi nel settore del turismo, comprese le strutture ricettive, interventi di manutenzione dei beni culturali ed anche i relativi servizi pubblici locali.

 

 

 

IMPOSTA DI SCOPO - viene ampliata. Potrà essere istituita dai Comuni per finanziare un range più ampio di opere pubbliche e può finanziare l'intero ammontare della spesa per l'opera.

 

 

COMPARTECIPAZIONE ALL'IVA - questa disposizione è stata sollecitata dal Fli (la versione precedente prevedeva la compartecipazione all'irpef per il 2%). Ai Comuni è attribuita una compartecipazione al gettito Iva. La percentuale è fissata in misura equivalente al 2% dell'irpef. In sede di prima applicazione e in attesa della determinazione del gettito iva ripartito per Comune, l'assegnazione del gettito avviene sulla base del gettito iva per provincia suddiviso per il numero degli abitanti di ciascun comune.

 

 

PIU' CONTROLLI AI COMUNI - I Comuni sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nella lotta all'evasione fiscale. E i sindaci sono incentivati farlo perché ai municipi viene assegnato tutto maggior gettito derivante dall'accatastamento degli immobili fantasma e il 50% (anziché il 30% come è attualmente) del maggior gettito derivante da accertamenti fiscali.

 

 

 

SANZIONI - a decorrere dal primo aprile 2011 le sanzioni previste per inadempimento degli obblighi di dichiarazione delle variazioni di consistenza o di destinazione sono quadruplicati. Il 75% delle sanzioni è devoluto al Comune di ubicazione dell'immobile interessato.