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Ticket: nel Web la rabbia contro Tremonti PDF Stampa
Domenica 17 Luglio 2011 21:30
Entra in vigore la manovra e scattano da subito i primi effetti per le tasche dei cittadini.
Come pure arriva la reazione di diverse regioni, finora sette per la precisione, che non applicheranno per il momento le misure messe a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Veneto e Umbria si uniscono a Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Sardegna..
Riguardo al ticket di 10 euro in più sulle specialistiche previsto dalla manovra varata dal Governo "nell'ambito delle nostre competenze cercheremo di dare risposte. In questo momento però il cittadino deve pagarlo".
E' questa la posizione del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. "I 10 euro sulle specialistiche sono un problema che stiamo guardando con attenzione - ha aggiunto. Purtroppo il governo ha varato questa manovra, in una situazione internazionale molto difficile. Noi abbiamo un piano di rientro importante, e un controllo puntuale e sistematico da parte del governo nazionale.
Ciò non toglie - ha concluso Polverini - che nell'ambito delle nostre competenze cercheremo di dare risposte".
Zaia: "Non li applicheremo" - In Veneto non scatterà, per ora, il ticket sanitario previsto dalla manovra economica. Lo ha annunciato questa mattina, il presidente della regione Luca Zaia. Il governatore ha spiegato di aver assunto la decisione "riservandomi ogni valutazione".
"Siamo tra le poche Regioni forse l'unica - ha spiegato Zaia - che ha deciso di affrontare questo nuovo salasso pur non avendo 'superticket' e addizionale Irpef". E' una decisione che il governatore ha preso dopo essersi consultato con l'assessore alla Sanità Luca Coletto: "lo abbiamo voluto fare - ha proseguito Zaia - nonostante minori entrate rispetto ad altre Regioni, si pensi alla Lombardia o all'Emilia Romagna. Anche senza i ticket garantiremo gli alti standar qualitative delle nostre cure come sempre".
Non è solo il titolare di via XX Settembre ad esser preso di mira, c'é chi chiama in causa anche lo stesso capo del governo, paragonando il provvedimento ad una finanziaria dei precedenti governi di centrosinistra: "Presidente - si legge su un post firmato da 'Moderato' - questa non è né può essere la sua manovra e tanti come me che l'hanno sempre sostenuta non si possono riconoscere in una finanziaria degna di...Prodi". Grida alla "vergogna" il post lasciato da Felice: "Uno mette via i soldi per una vita e voi cacciate 780 euro di bollo sui risparmi, come se 150.000 euro fossero un patrimonio ultramilionario... vergogna".
Pietro: la casta mantiene i suoi privilegi - "Noi l'abbiamo detto e proposto: eliminate le Province, abolite i rimborsi elettorali, togliete le auto blu, dimezzate i parlamentari, levate i vitalizi. Bloccate le consulenze, togliete 25mila cda nelle partecipate dagli enti locali, chiudete le rappresentanze delle Regioni all'estero, fate pagare gli evasori fiscali. Hanno scelto un'altra strada, quella di togliere ai cittadini e salvare la Casta".
Lo scrive il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, sulla sua pagina Facebook. Lo stesso Di Pietro rincara la dose: "Se la casta continuerà a difendere i suoi privilegi ci sarà una ribellione sociale di enormi proporzioni. Per questo io propongo di scendere in piazza alla fine di settembre per una manifestazione unitaria di dimensioni mai viste e con una mobilitazione senza precedenti. Contro la Casta al potere: per l'eliminazione delle province, dei rimborsi elettorali, dei voli e delle auto blu, per il dimezzamento dei parlamentari, per l'abolizione dei vitalizi, per il blocco delle consulenze, e per la lotta all'evasione fiscale. Parliamone, discutiamo e organizziamoci: sarà l'inizio di una nuova stagione, finalmente, nell'interesse dell'Italia e non di pochi privilegiati".
Penalizzate le famiglie, ancora una volta - "Credo che ci sia una perenne attività dei ministri a scaricare le responsabilità": così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che oggi a Coltano (Pisa) ha partecipato ad un incontro con i giovani della Cgil impegnati nella festa nazionale Ora tocca a noi, riferendosi alla manovra finanziaria.
"La verità - ha spiegato - è che il governo ha deciso una manovra di tagli su sanità, lavoro pubblico e pensioni e in generale sulla condizione di lavoro e che fa una consistente operazione di aumento delle tasse e delle imposizioni sotto varie forme: una immediata, quella dei ticket, e l'altra con la clausola di garanzia sulle detrazioni e sulle deduzioni che si scaricherà tutta sul lavoro e sulle famiglie.
E' solo questa in realtà la manovra e per questo crediamo necessario continuare la mobilitazione per cambiarla". In occasione dell'incontro una ventina di aderenti al comitato "Uniti contro la crisi", tra cui esponenti dei Cobas e iscritti alla Fiom, hanno manifestato il loro dissenso esponendo, fuori dall'area in cui si svolge l'iniziativa, uno striscione con scritto
"No all'accordo che cancella i diritti".
Roubini: "Governo incompetente" - "Il governo italiano attuale è assolutamente inadeguato alla gravità della situazione". Lo afferma Nouriel Roubini, economista della New York University. "C'é il rischio che la politica finanziaria finisca fuori controllo - aggiunge - E' impensabile che così si arrivi al 2013, visto anche che il clima elettorale renderà difficile varare misure impegnative". L'economista è convinto che il premier Berlusconi debba lasciare il governo, soprattutto adesso che "ha cercato di inserire surrettiziamente - sottolinea - nella manovra finanziaria una leggina per risolvere la questione Mondadori, ha passato il segno".
Il  suggerimento dell'economista è quello di varare un "governo tecnico che tenti di risanare l'economia". Roubini sottolinea che "il quadro internazionale sta nuovamente complicandosi" ma l'euro "reggerà" e anche l'Italia. Il giudizio sulla manovra economica italiana è negativo, perché legata "a misure una tantum nonché a prelievi che penalizzano inspiegabilmente le classi più povere".
"Mancano tagli decisi e strutturali - afferma Roubini - alle vere voci che pesano, come le province". Infine, l'economista commenta la situazione americana, dove "si rischia davvero di non trovare l'accordo sul tetto del debito entro la scadenza il che equivarrebbe a dichiarare un fallimento tecnico degli Stati Uniti", un "vero disastro dalle conseguenze a catena in tutto il mondo che è perfino difficile ipotizzare".
Da Tiscali Notizie .