Home Corte dei Conti Parere 56/2011 La Corte dei Conti segnala le difficoltà applicative della norma che declassa le Unioni dei Comuni
Parere 56/2011 La Corte dei Conti segnala le difficoltà applicative della norma che declassa le Unioni dei Comuni PDF Stampa

Con la recentissima deliberazione 56 del 7 luglio 2011 depositata il 13 la Corte dei Conti Sezione del Controllo per la Regione autonoma della Sardegna si inserisce nel dibattito sugli effetti della norma contenuta nell'art. 2, co. 3,  Legge  regionale n. 10 del 16.03.2011 che modifica l'art. 3. co. 1 della  legge regionale 12  del 2005 e definisce le Unioni dei Comuni semplici "associazioni"...

 

 

La Sezione regionale, anticipando un espressa richiesta di parere in merito del Consiglio delle Autonomie Locali "pone all’attenzione dell’Amministrazione regionale che la normativa attualmente in vigore crea significative difficoltà applicative ed ostacola fortemente il raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione della spesa che la gestione associata dei servizi da parte delle Unioni di Comuni dovrebbe conseguire" "l’entrata in vigore della L.R. n. 10 del 18 marzo 2011, che all’art. 2, comma 3, modifica l’art. 3, comma 1 della L.R. n. 12 del 2005, definendo le Unioni di Comuni “associazioni di enti locali” e non più “enti locali” (come originariamente previsto dalla L.R. 12 e come statuito anche dall’art. 32, comma 1, del TUEL n. 267 del 2000), ha determinato una evidente sfasatura tra il quadro ordinamentale fissato per le Unioni a livello nazionale e la realtà sarda. La nuova normativa regionale, infatti, per come concepita, sembra suscettibile di determinare, sul piano fattuale difficoltà applicative e rallentamenti (se non blocchi) del già problematico processo di sviluppo della gestione associata dei servizi da parte dei Comuni della Sardegna avviato con la L.R. 12 del 2005, e non sembra diretta a favorire, in evidente controtendenza rispetto ai principi affermati dalle disposizioni statali richiamate, l’esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei Comuni".

 

 

Queste le più significative indicazioni della Corte dei Conti che fra l'altro richiama anche le proprie indagini  di controllo sulla gestione con le quali mette in risalto un "quadro di insufficiente e/o inappropriata utilizzazione delle risorse trasferite attribuibile in massima parte all’inerzia delle Unioni medesime e dei Comuni ad esse aderenti".

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Luglio 2011 07:52