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Per l’isola e la giunta, tre partite decisive PDF Stampa
Lunedì 25 Luglio 2011 00:00
CAGLIARI. Il nuovo corteo del movimento dei pastori, mercoledì 27 l’incontro della giunta regionale con Tremonti sulla Vertenza Entrate, venerdì 29 l’appuntamento decisivo per la vendita della Tirrenia.
E’ una settimana cruciale per la Sardegna.
E per la giunta di Ugo Cappellacci, che è anche alle prese con il crescente malessere degli alleati...
La vertenza dei pastori ritorna davanti ai palazzi della politica regionale e minaccia di paralizzare le vie del centro di Cagliari. E soprattutto minaccia - se i manifestanti non riceveranno risposte positive - di estendersi per tutta l’estate (come nel 2010) nelle zone a più forte richiamo turistico. Le richieste sono purtroppo sempre le stesse, purtroppo perché questo vuol dire che il settore agropastorale non riesce a fare passi in avanti: prezzo del latte, legge 44 (impugnata dall’Unione europea) e conseguenti fallimenti delle aziende, ammodernamento dell’economia dei campi e degli ovili.
Nel rapporto con il Movimento dei pastori, Cappellacci si è speso molto, secondo alcuni anche troppo, nel senso che i problemi sono comunque di difficile soluzione. E’ in grado di dare una svolta?
Decisiva sul piano politico è anche la vertenza per le entrate fiscali. Dopo l’incontro dei giorni scorsi con Letta a Palazzi Chigi, Cappellacci e l’assessore La Spisa il 27 saranno al ministero dell’Economia (ma Tremonti potrebbe delegare il direttore generale) per cercare di chiudere il lungo lavoro della commissione paritetica. Le distanze non sono molte e, secondo indiscrezioni, Tremonti potrebbe accontentare la Regione nell’attuazione della riforma Prodi-Soru: soldi da trasferire non ne ha ma potrebbe comunque farli figurare sapendo che comunque la giunta non li può usare per via del patto di stabilità (ulteriormente rafforzato con la recente manovra).
A Roma Letta e Matteoli vorrebbero legare lo sblocco della Vertenza Entrate al via libera, da parte della Regione, alle cessione della Tirrenia a Cin, la Compagnia italiana navigazione messa su dagli armatori Aponte, Grimaldi e Onorato.
Ma Cappellacci (pressato dal Psd’Az e anche dagli umori di altri alleati) non può fare concessioni senza un’adeguata contropartita. Il presidente della giunta ha chiarito sabato che firmerà solo se la Regione avrà potere decisionale su tariffe, rotte e qualità della continuità territoriale. Si vedrà venerdì 29 se il braccio di ferro si risolverà a favore della Regione o degli armatori sostenuti dal governo.
Molto dipenderà non solo dalle capacità che Cappellacci e l’assessore sardista Solinas dimostreranno nella trattativa, ma soprattutto dal peso effettivo che hanno le carte che la Regione ha in mano: ricorsi, interdizione sui contributi in assenza di gara internazionale sulle rotte. Insomma, tre partite politiche molto insidiose.
Con una complicazione in più per Cappellacci: gli scontri interni nella maggioranza. Proprio negli ultimi giorni si sono accentuate gli ultimatum di Riformatori e Psd’Az e i malumori dei partiti centristi, ma il governatore - alle prese anche con le «faide» nel suo Pdl - sembra non avere intenzioni di occuparsene.
Con il rischio per il presidente che l’eventuale insuccesso in solo una delle partite di questa settimana venga utilizzata come nuovo casus belli dagli alleati.

La Nuova Sardegna del 25 Luglio 2011.