Home Ufficio Stampa Nuoro: Insieme per salvare il territorio
Nuoro: Insieme per salvare il territorio PDF Stampa
Martedì 26 Luglio 2011 00:00
Nuoro. L’Ordine dei geologi della Sardegna, presieduto dal nuorese Davide Boeddu, al termine di un incontro-dibattito sui temi relativi alla difesa del suolo e gli strumenti di pianificazione e tutela, propone alla Regione la costituzione di un tavolo di confronto.
Confronto necessario in ragione del fatto che la difesa del suolo costituisce un’attività di primaria importanza per il sistema politico ed amministrativo regionale. Un impegno che, sotto il profilo economico, si traduce in un capitolo di spesa della Regione prossimo ormai al miliardo di euro...
Inteso come interventi alla difesa del suolo e alla prevenzione del dissestro idrogeologico. A conclusione di un articolato dibattito è emersa la necessità di ribadire l’importanza di tutte le tematiche connesse alla difesa del suolo, ma soprattutto di perseverare in un costante e continuo controllo con tutti gli attori competenti in materia: Regione, Province, Comuni e Ordini professionali.
Da qui la proposta di dare corso a un tavolo tecnico che dovrà e potrà dare un ulteriore e costruttivo contributo alla pianificazione del territorio ed al suo corretto e rispettoso utilizzo. «Le cause del dissesto idrogeologico - ha detto il presidente nuorese Davide Boneddu - non sono solo ed esclusivamente riconducibili alle dinamiche idrogeologiche e geotecniche del territorio e alle variazioni climatiche.
Gli interventi antropici, spesso non accompagnati da una adeguata programmazione e pianificazione che tenga conto delle peculiarità del terreno, rischiano di generare o aggravare le condizioni di vulnerabilità del territorio. Di conseguenza si ravvisa l’urgente necessità di fare studi più approfonditi e puntali che consentano e facilitino la predisposizione di una razionale, integrata e multidisciplinare progettazione.
Così come la necessità che la Regione - ha detto ancora il geologo Boeddu - si doti di una normativa che detti criteri programmatori per un sempre più razionale uso del territorio, limitando, per quanto possibile, il depauperamento e il degrado dei sistemi geomorfologici e idrogeologici». Si tratta, più concretamente, di avvalersi, secondo Davide Boneddu, di mirati ed efficienti studi sul rischio idrogeologico, conferendo efficienza e capillarità alle attività di tutela e incolumità delle persone. Soprattutto nelle zone di montagne e in quelle collinose.
Cosa che, in generale, serve soprattutto ai comuni delle zone interne, ed in particolare a quelli del comprensorio barbaricino, soprattutto per i territori orograficamente più tormentati. Dove urge la necessità di introdurre dispositivi di controllo, prevedendo specifiche sanzioni agli enti che si riveleranno inadempieti nell’applicazione delle norme di attuazione degli strumenti di pianificazione, Pai e piani di protezione civile.
La Nuova Sardegna.