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Tremila firme per un contratto PDF Stampa
Mercoledì 27 Luglio 2011 10:10
Sassari. La categoria chiede l'applicazione delle norme regionali a operai, impiegati e dirigenti.
I lavoratori Forestali scendono sul piede di guerra: basta discriminazioni.
Via il contratto di natura privata, sì a quello collettivo regionale applicato a tutti i dipendenti pubblici...
I lavoratori dell'Ente foreste dicono basta alle discriminazioni e stanno raccogliendo le firme per chiedere alla Regione di abolire l'articolo 6 della legge 12 del 2002, che permette di utilizzare il Contratto collettivo nazionale e il Contratto integrativo regionale.
Questi sono due tipi di accordi utilizzati tra privati che non erano previsti dalla legge 24 del 1999 a cui invece vogliono tornare all'Ente foreste.
La raccolta firme è organizzata dal Coordinamento dei lavoratori forestali e servirà per chiedere l'applicazione del contratto regionale agli operai, impiegati, quadri e dirigenti.
Questo tipo di accordo, infatti, oggi viene sottoscritto ai lavoratori diretti della Regione e degli altri Enti mentre i forestali, pur essendo dipendenti pubblici, hanno il contratto collettivo nazionale e il contratto integrativo regionale. Per capire le differenze basti pensare che all'Ente foreste attualmente gli impiegati godono di 12 scatti d'anzianità e la malattia viene pagata in busta paga, mentre gli operai hanno quattro scatti e sino a poco tempo fa dovevano attendere che l'Inps versasse i soldi in caso di infermità.
L'altra importante differenza riguarda l'istituto di previdenza: gli operai sono assistiti dall'Inps, gli impiegati dall'Enpaia, l'Ente per gli addetti e impiegati in agricoltura. «Il coordinamento - si legge nel documento divulgato dai forestali - è pronto a impegnarsi in questa fase di grande importanza e ricorda che anche le 36 ore di lavoro e le stabilizzazioni che a suo tempo sembravano un sogno si sono realizzate, per questo si chiede a tutti di firmare la richiesta». «Questi tipi di contratti hanno prodotto negli anni 1200 contenziosi legali - ha ricordato il portavoce del Coordinamento Marzo Atzori - abbiamo già tremila firme e le istituzioni sono pronte a darci ascolto».
L'Unione Sarda.