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Turismo meno 30%, ma la politica litiga sul golf PDF Stampa
Giovedì 28 Luglio 2011 08:15

Cagliari. Il grido d’allarme per la crisi del turismo (nell’isola si parla mediamente di un crollo del 30 per cento degli arrivi e delle presenze) è arrivato all’interno dell’aula del Consiglio regionale, ma i politici, anziché mettersi a ragionare su come intervenire, hanno preferito litigare.

E’ successo quando è stata messa in discussione la proposta di legge per lo sviluppo degli impianti da golf...

 

 

L’opposizione di centrosinistra, su richiesta del Pd, ha chiesto di rinviare il confronto per lasciare spazio all’esame delle «emergenze vere» della Sardegna e accusando i proponendo di non pensare affatto al turismo quanto a nuove occasioni di speculazione edilizia, mentre la maggioranza di centrodestra si è ricompattata nelle dichiarazioni e nel voto che ha rigettato l’ipotesi di sospensiva, sostenendo che «è una legge a costo zero» e che «è una risposta parziale ma utile alla crisi del turismo».

 

A presentare la legge sul turismo golfistico è stato Franco Meloni (Riformatori), ex manager della sanità.

 

A nome del gruppo, Meloni l’ha buttata subito in politica, ponendo alla maggioranza una sorta di questione di fiducia: se il provvedimento non dovesse essere approvato, i Riformatori ne trarrebbero le conseguenze in quanto segnerebbe «la certificazione della definitiva incapacità della coalizione di approvare qualsiasi intervento significatico».

 

 

Un avvertimento che è giunto ad appena una settimana dalla bocciatura di buona metà della legge sui lavori pubblici presentata dall’assessore riformatore Sebastiano Sannitu. In quell’occasione il capogruppo Pierpaolo Vargiu e il coordinatore Michele Cossa avevano chiesto un chiarimento politico a Cappellacci avvertendo che l’alleanza era ormai al capolinea.

 

Ieri, hanno detto, sono scesi dall’Aventino per discutere questa legge che «è diventata di tutto il centrodestra». Secondo Meloni, che ha parlato come relatore di maggioranza, lo sviluppo del golf (si parla di una ventina di nuovi campi in tutta l’isola) garantirebbe una crescita dell’offerta turistica e almeno 30 mila posti di lavoro.

 

 

Il relatore di minoranza, Luigi Lotto (Pd), precisando di non essere contrario alla golf, ha messo in evidenza il rischio che gli impianti, per reggersi, devono sviluppare un consistente numero di alberghi e seconde case: per la manutenzione di 20 impianti, ha detto, a regime occorrono 400 persone, gli altri posti di lavoro sarebbero nell’edilizia. Prima di dare il via libera è quindi necessario valutare il vero impatto dell’iniziativa. Oggi il via alla discussione.

 

 

La Nuova Sardegna.