Home Ufficio Stampa «Per salvare l'Ila si potrebbe applicare la Legge Prodi»
«Per salvare l'Ila si potrebbe applicare la Legge Prodi» PDF Stampa
Giovedì 28 Luglio 2011 08:24
Portovesme. Parla Tore Cherchi: «Applicare il modello Tossilo al caso Ila sarebbe come certificare la morte di quella fabbrica, che invece può e deve ricominciare ad essere produttiva».
Tore Cherchi, presidente della Provincia, non ha gradito il piano B ideato dalla Regione per la fabbrica di laminati di alluminio chiusa da quasi tre anni, con i 166 dipendenti licenziati dal primo gennaio, e illustrato martedì sera dall'assessore all'Industria Oscar Cherchi...
Continuare ad esplorare il mercato alla ricerca di possibili acquirenti, ma anche ragionare su un piano modello Tossilo con prepensionamento di chi ha i requisiti e corsi di riqualificazione per tutti gli altri.
«È una strada che non vogliamo prendere in considerazione», ribadisce Tore Cherchi: «Sia la Ila che la Sms hanno le carte in regola per tornare a essere produttive e stare sul mercato come hanno sempre fatto. Ho proposto l'utilizzo della legge Prodi, che potrebbe dare un'altra opportunità a questi stabilimenti».
In pratica una sorta di amministrazione controllata, con un commissario chiamato a rimettere in sesto le aziende, rilanciandole sul mercato.
Perplesso sul modello Tossilo anche Pietro Cocco, consigliere regionale del Pd e sindaco di Gonnesa: «Sarebbe la pietra tombale su quelle fabbriche; inoltre non c'è la certezza che nella situazione attuale i corsi di riqualificazione si concretizzino in inserimenti lavorativi per 166 persone. Si lavori piuttosto al rilancio della filiera dell'alluminio. È di questo che ha bisogno il territorio».
Da: L'Unione Sarda.