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Merci, il nodo continuità PDF Stampa
Giovedì 28 Luglio 2011 00:00

Spedizionieri in ansia dopo l'arrivo di Cin La Tirrenia diventa privata e a risentirne è anche il trasporto merci.

«Il cambiamento riguarderà la tipologia di trasporto misto passeggeri-merci, quello che cioè prevede il carico di rimorchi nelle navi di linea», commenta Cristina Parodi, presidente dell'associazione sarda degli spedizionieri.

«La maggior parte del trasporto merci era però già in mano ai privati», precisa Giovanni Antonio Mellino, presidente regionale di Confartigianato trasporti...

 

 

 

LA RICHIESTA

 

 

La concentrazione della Tirrenia nella mani dei tre armatori napoletani «può però aprire la strada a un monopolio. Speriamo che questa eventualità sia scongiurata dalle autorità di garanzia», dice Mellino.

 

In ogni caso l'obiettivo rimane la continuità territoriale merci per far abbassare le tariffe. «La politica deve fare il suo mestiere e sedersi attorno a un tavolo per ideare proposte concrete da presentare all'Europa», aggiunge.

 

 

Solo con il riconoscimento dell'insularità a Bruxelles, secondo il presidente di Confartigianato, si potranno usare i fondi stanziati nell'ultima finanziaria, pari a 3 milioni di euro. Stanziamenti ora fermi perché l'Ue li considererebbe aiuti di Stato: «Servono soluzioni normative adeguate, ed è il compito dei nostri governanti che per ora hanno fatto molti proclami ma con pochi risultati».

 

Per tagliare i costi, poi, la categoria ha chiesto alla Regione di sperimentare il progetto della flotta sarda anche nelle merci. Ma la proposta è ancora da analizzare.

 

REAZIONI

 

 

Sulla vendita Tirrenia sono intervenute anche la Confcommercio e la Confesercenti regionali che si sono dette indignate «per l'ennesimo affronto alla dignità dei sardi, umiliata da decisioni unilaterali del Governo».

 

Roma avrebbe infatti estromesso la Regione «dal diritto-dovere di rappresentare e tutelare le esigenze dei sardi in materia di collegamenti marittimi e di effettiva continuità territoriale per la nostra Isola». Affronto che esaspera ancor più le imprese, in particolare quelle turistiche, alle prese con una stagione incerta.

 

 

Per Confcommercio e Confesercenti «è ora di una mobilitazione forte, corale e condivisa per una vertenza che restituisca alla Sardegna la dignità troppo spesso calpestata, che assicuri immediato e pieno rispetto dei diritti dei sardi». Per Giampaolo Corona della Fit Cisl il rischio è che a pagarne le spese siano i lavoratori.

 

«L'unica soluzione rimane la gara internazionale, condizionando il contributo dello Stato al rispetto di precisi vincoli come la clausola sociale per i dipendenti o la qualità e la quantità del trasporto e le tariffe».

 

 

 

 

Da: L'Unione Sarda del 28 luglio 2011.

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Luglio 2011 12:56