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Ticket, oggi si decide PDF Stampa
Venerdì 29 Luglio 2011 10:38
in Sardegna
La Giunta valuta se applicarli in Sardegna: 12 milioni per evitarlo Vertenza Sardegna: Cappellacci a Roma con Letta, Fitto e Matteoli Sono i ticket del mistero: in Sardegna potrebbero esserci o non esserci. Oppure esserci ma solo un po'.
Lo deciderà oggi la giunta, convocata alle 10 per gestire la patata bollente dei tagli alla sanità imposti dal governo. Non è l'unica ricaduta negativa sull'Isola della manovra finanziaria nazionale: con l'inasprimento del patto di stabilità, si ipotizzano sacrifici tra 600 e 700 milioni di euro nel biennio 2013-2014, distribuiti tra Regione, Province e Comuni.
IL VERTICE Ma le cifre finali devono essere ancora calcolate: anche di questo, oltre che della complessiva «vertenza Sardegna», hanno parlato ieri a Roma il governatore Ugo Cappellacci e l'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa, in un vertice coi ministri Altero Matteoli (Infrastrutture) e Raffaele Fitto (Regioni), col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e con i tecnici dell'Economia e dello Sviluppo economico. Un'ampia ricognizione, dalla vicenda - mai chiusa - delle entrate alla rivisitazione del patto di stabilità, passando per le infrastrutture e la centrale di stoccaggio di Co2 nel Sulcis. Incontro «solo interlocutorio», fanno sapere i presenti: niente di concreto.
I TICKET Servono dai 10,5 ai 12 milioni di euro per non far pagare nell'Isola la sovrattassa su visite specialistiche ed esami (10 euro) e quella sul pronto soccorso (25 euro per i codici bianchi, ossia i casi in cui non vi è alcuna urgenza). Occhio, però: gli uffici stanno cercando di capire se l'incremento dei ticket sia obbligatorio anche per la Sardegna (come per le regioni ordinarie e per la Sicilia), che paga interamente da sé la sanità. L'assessore alla Sanità Antonello Liori dice di voler evitare i ticket, e oggi dovrebbe presentare in giunta un'ipotesi per recuperare i 12 milioni senza scaricarli sui pazienti.
L'assessore conferma l'intenzione, ma non rivela i contenuti della proposta: «Ne parlerò ai colleghi, vedremo la volontà prevalente. Io sono contrario, tranne quando il ticket serve a limitare alcuni abusi». Come appunto per i codici bianchi, o per chi ricorre a esami inutilmente. Insomma, non è esclusa una copertura parziale.
LA MAGGIORANZA Franco Meloni, consigliere regionale dei Riformatori, non condivide la preoccupazione di Liori: «Due terzi dei sardi sono esenti dal ticket, quindi pagherebbe chi ha redditi più alti. E comunque quei 10,5 milioni dobbiamo recuperarli da qualche parte». Non distante il ragionamento del sardista Paolo Maninchedda, presidente della commissione Bilancio: «Stiamo parlando di ticket per chi li paga. Mi chiedo se si percepisca la gravità della situazione: prima della probabile manovra correttiva statale in autunno, dobbiamo mettere in sicurezza le casse regionali garantendo welfare e sviluppo con tagli alle spese correnti e alla sanità».
L'OPPOSIZIONE «Alcune regioni hanno detto un deciso no, altre un deciso sì: la nostra un deciso ni », ironizza Adriano Salis, capogruppo Idv. «L'attuale maggioranza - aggiunge Marco Espa (Pd), vicepresidente della commissione Sanità - non riesce a tenere sotto controllo i costi del settore: temiamo che il rischio ticket si riproponga presto». Un appello alla giunta perché scongiuri la sovrattassa arriva anche dai vertici regionali di Cgil e Cisl.
L'Unione Sarda.