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Crisi finanziaria, la politica parla d’altro PDF Stampa
Venerdì 29 Luglio 2011 10:50
CAGLIARI. Mentre cresce la preoccupazione per la situazione finanziaria, la giunta regionale decide oggi sul ticket da dieci euro che, in un anno, per le casse pubbliche vale dieci milioni.
Ma la politica sarda seguono con disattenzione l’evolversi della crisi generale.
E intanto a Palazzo Chigi è slittata ancora la ripresa della trattativa col governo sulla Vertenza Sardegna.
L’incertezza sul nuovo ticket.
 
L’assessore alla Sanità, Antonello Liori, è contrario, l’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, pensa che la Regione, che si paga tutto il settore, non sia obbligata a ubbidire a Tremonti. Ieri le segreterie Cgil Cisl e Uil hanno chiesto alla giunta di non imporre alcun nuovo balzello, Enzo Costa ha chiesto piuttosto di battersi contro il governo sulla vertenza entrate.
Sinora il presidente Ugo Cappellacci non si è sbilanciato. Forse perché in caso di rinuncia si perderebbe un incasso che vale 10 milioni di euro rispetto a un danno politico forse per lui non accessivo, visto che il 67 per cento dei sardi sono esenti da ticket. La situazione finanziaria della Regione è pesante, il presidente della commissione Bilancio, Paolo Maninchedda, parla di «allarme», mentre l’assessore La Spisa si limita a dirsi «preoccupato».
Nel frattempo non si vedono provvedimenti urgenti per il taglio o almeno il riordino della spesa corrente in modo da finanziare meglio lo sviluppo e l’occupazione. L’ulteriore rinvio di Palazzo Chigi. Una delegazione della giunta, guidata da Ugo Cappellacci, si è incontrata ieri pomeriggio a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni Letta, che dal luglio 2009 presiede il tavolo della Vertenza Sardegna. C’erano i ministri Matteoli e Fitto. Nella breve riunione è stato fatto il punto e Letta ha fissato un vertice per il 27 ma al ministero dell’Economia, in casa di Tremonti: si parlerà soprattutto di entrate fiscali (sinora stoppate) e del patto di stabilità.
Con quali speranze non si sa, visto che Cappellacci ha evitato, forse per la delusione, di fare un comunicato sull’incontro di Palazzo Chigi. Leggi «svuotate» in Consiglio. L’aula di via Roma ha iniziato ieri pomeriggio a discutere di un altro «collegato» alla Finanziario 2011: riguarda i lavori pubblici. La maggioranza si è salvata a scrutinio segreto: ci sono stati 30 sì e 26 no per il passaggio all’esame degli articoli. Il testo piace a pochi. Per una parte il provvedimento non ha copertura finanziaria: il finanziamento dei progetti per le grandi città sarebbe stato tagliato - secondo indiscrezioni - dopo la sconfitta del centrodestra a Cagliari: in sostanza la giunta regionale non avrebbe intenzione di fare regali al sindaco Massimo Zedda e alla sua giunta di centrosinistra. La polemica sul personale della Regione.
Una coda della discussione della legge sul personale è stata registrata ieri. Le segreterie Uil e Cisl dei dipendenti della Regione hanno attaccato l’assessore Mario Floris per il mancato via libera definito ai 10 milioni sulle «progressioni» economica dei 5 mila dipendenti: fondi già stanziati e poi bloccati dalla crisi finanziaria. Floris ha replicato dicendo che le critiche sono ingiuste e immotivate perché non ci sono rischi. Indetto uno sciopero dei forestali. Strascichi polemiche anche nel Corpo forestale dopo il varo della legge sul personale abbondantemente tagliata.
Due ore di sciopero del Corpo forestale il 29 luglio, il primo e il 12 agosto sono state proclamate dal sindacato Fendres Sanfor. Che sollecita l’attuazione della legge di riordino con l’adeguamento ordinamentale ai corpi di polizia.
La Nuova Sardegna.