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Pubblicata la legge regionale del 26 luglio 2011 PDF Stampa
Venerdì 29 Luglio 2011 00:00

Pubblichiamo la ricostruzione del quadro normativo sulle Unioni dei Comuni estrapolato dalle relazioni della Corte dei Conti, Sezione del Controllo per la regione Sardegna in occasione del:  

Controllo sui servizi gestiti in forma associata dalle Unioni di Comuni: gestione complessiva del fondo regionale per il finanziamento delle funzioni svolte in forma associata ed analisi dell'efficienza e dell'efficacia della gestione dei servizi da parte della singola Unione.

 

 

 

 

Riteniamo importante diffondere la ricostruzione legislativa su un tema di vibrante attualità considerate le recenti difficoltà operative delle Unioni dei Comuni a seguito della modifica dell'art. 3. co. 1 della  legge regionale 12  del 2005 ad opera della norma contenuta nell'art. 2, co. 3,  Legge  regionale n. 10 del 16.03.2011 che modifica e definisce le Unioni dei Comuni semplici "associazioni".

 

 

Occorre segnalare che la sezione regionale della Corte dei Conti Con il parere 56/2011 aveva avuto modo di manifestare significative difficoltà applicative affermando che "ostacola fortemente il raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione della spesa che la gestione associata dei servizi da parte delle Unioni di Comuni dovrebbe conseguire" ...

 

  

"L’entrata in vigore della L.R. n. 10 del 18 marzo 2011, che all’art. 2, comma 3, modifica l’art. 3, comma 1 della L.R. n. 12 del 2005, definendo le Unioni di Comuni “associazioni di enti locali” e non più “enti locali” (come originariamente previsto dalla L.R. 12 e come statuito anche dall’art. 32, comma 1, del TUEL n. 267 del 2000), ha determinato una evidente sfasatura tra il quadro ordinamentale fissato per le Unioni a livello nazionale e la realtà sarda.

 

 

La nuova normativa regionale, infatti, per come concepita, sembra suscettibile di determinare, sul piano fattuale difficoltà applicative e rallentamenti (se non blocchi) del già problematico processo di sviluppo della gestione associata dei servizi da parte dei Comuni della Sardegna avviato con la L.R. 12 del 2005, e non sembra diretta a favorire, in evidente controtendenza rispetto ai principi affermati dalle disposizioni statali richiamate, l’esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei Comuni".

 

 

Il Consiglio regionale modifica ed integra ancora una volta l'art. 3 della legge regionale 12/2005 con una legge approvata nel corso della seduta antimeridiana del 26 luglio 2011 in corso di pubblicazione la legge regionale 26 luglio 2011 recante "Unioni di comuni: modifiche all'articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2005, numero 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli comuni)".

 

 

"Ictu oculi " le incertezze interpretative in sede di applicazione derivanti dal divieto di creare piante organiche proprie sia sul calcolo delle spese del personale dipendente a carico dei comuni associati sia sulla ricostituzione della pianta organica quando il personale è stato definitivamente trasferito all'Unione.

 

 

Fonte: Ad maiora.