Home Ufficio Stampa Tirrenia, Regione al contrattacco
Tirrenia, Regione al contrattacco PDF Stampa
Lunedì 01 Agosto 2011 00:00
Al liquidatore della compagnia sollecitato l’accesso agli atti della vendita.
Il contrattacco della Regione è cominciato.
All’indomani dell’ordine del giorno unitario sulla Tirrenia, che ha censurato il governo, l’assessorato ai trasporti è sceso in campo.
Al commissario straordinario dell’ex compagnia di stato, Giancarlo D’Andrea, ha inviato la richiesta di accesso agli atti della trattativa - dalla gara al contratto di vendita - con la «Cin».
CAGLIARI. È questo il primo passo di una sfida che sarà lunga e su più fronti. E visto che la Regione ha deciso di chiamare subito in causa i giudici del Tar, vuole sapere con certezza quali siano stati i carteggi fra la Tirrenia in liquidazione e l’amministratore delegato della «Compagnia italiana di navigazione», Ettore Morace.
L’assessorato ha necessità di ricostruire con esattezza e prove alla mano cosa sia accaduto fra il venditore incaricato dal governo e gli acquirenti di adesso - Aponte, Grimaldi e Onorato - dal momento della presentazione da parte della «Cin» dell’offerta di partecipazione alla gara, a metà aprile, fino al passaggio ufficiale della compagnia pubblica in mani private, lunedì scorso.
Sono stati mesi di fuoco con la privatizzazione che ha rischiato più volte di saltare e dove la bozza del contratto è stata ritoccata e rivista in molte occasioni al tavolo della trattativa.
Buona parte di questi rapporti, come si sa, sono avvenuti quando la Regione era ancora soltanto un testimone (e questo è stato un errore) della gara ben presto trasformatasi in trattativa privata visto che la «Compagnia italiana» era rimasta l’unica concorrente dopo la rinuncia della «Mediterranea holding». Nella partita da cui poi uscirà sconfitta, la Regione è entrata soltanto ai primi di giugno, ecco perché al commissario straordinario l’assessorato ha chiesto l’accesso agli atti.
Sono gli atti che poi saranno, insieme ad altri, alla base del riscorso al Tar contro la vendita. Dagli uffici dell’assessorato arriva l’indiscrezione che la giunta è intenzionata a chiedere la sospensione immediata del contratto, per «un evidente pregiudizio provocato dalla vendita stessa nei confronti dei diritti e delle prerogative della Regione in materia di trasporti marittimi».
Sarà proprio il tenore di quel ricorso a far capire quali saranno le armi giudiziarie che la Sardegna vuole mettere in campo per «evitare che fra settembre e ottobre - ecco il perché dell’urgenza - la Compagnia italiana diventi operativa sulle ex rotte Tirrenia». Il ricorso al Tar non bloccherà comunque gli altri contrattacchi annunciati nell’ordine del giorno votato mercoledì dal Consiglio regionale.
La seconda mossa dovrebbe essere l’impugnazione della procedura davanti alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
Sotto questo aspetto la Regione parte avvantaggiata: è datata 5 maggio la delibera con cui, a suo tempo, la giunta ha dato mandato al suo ufficio legale di «fare - come si legge - i necessari approfondimenti necessari ad avviare ogni iniziativa utile alla tutela delle prerogative indicate dallo statuto». L’ufficio legale avrebbe consegnato proprio in questi giorni un suo primo parere favorevole al ricorso costituzionale poi confortato dalle successive relazioni dei consulenti incaricati con la stessa delibera di maggio e che sono Massimo Deiana e Gabriele Racugno.
Il ricorso alla Corte, com’è noto, ha tempi lunghi, mentre dovrebbe arrivare prima, a fine settembre, la decisione dell’Antitrust europeo sul rischio di «concentrazione commerciale» dopo l’acquisto della Tirrenia da parte di «Cin».
Anche in quel procedimento la Regione ha deciso di insinuarsi e nei prossimi giorni invierà una sua memoria a Bruxelles.
Da: La Nuova Sardegna.