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Cappellacci: «Mi gioco tutto» PDF Stampa
Lunedì 01 Agosto 2011 07:31
Domani mattina vertice con Alfano, di sera in Consiglio.
Quello di domani, c'è da giurarci, sarà uno snodo decisivo nella legislatura regionale.
Il doppio appuntamento al quale è atteso il presidente della Giunta regionale Ugo Cappellacci (al mattino il confronto col segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, la sera le dichiarazioni in Consiglio regionale sulla vertenza-entrate) potrebbe rilanciare l'azione dell'esecutivo o affossarne definitivamente le speranze di riscatto.
 
GIORNATA DECISIVA
Non sarà una giornata interlocutoria. E di questo Cappellacci ne è consapevole: un ulteriore nulla di fatto nel vertice romano («martedì mi gioco tutto»), convocato in fretta e furia dopo la sua minaccia di abbandonare il partito, suonerebbe come una nuova sconfitta. Per questo il governatore spera di tornare con in mano qualcosa di concreto, da annunciare a un'assemblea regionale che lo attenderà col coltello tra i denti.
IL TAVOLO-SARDEGNA
Convocato da Alfano, si aprirà già alle 8.30. Prima un incontro aperto a tutti i parlamentari isolani (che il presidente vedrà già oggi, a pranzo, a villa Devoto), poi un faccia a faccia riservato tra l'uomo incaricato di rifondare il Pdl e il governatore sardo.
La posizione di Cappellacci è ferma: al primo punto c'è la questione entrate («in ballo ci sono tra i 700 e gli 800 milioni di euro che sono decisivi per il futuro dell'Isola, soldi nostri che Tremonti non può provare a usare per tappare altri buchi nel bilancio nazionale»), ma non solo. Il colpo di mano con il quale il governo ha chiuso la privatizzazione della Tirrenia brucia ancora, tanto che la Regione sta decidendo di impugnare quella firma.
E poi ci sono le infinite vertenze sulla crisi industriale, sui fondi per le infrastrutture (su tutte la Sassari-Olbia), sulla sanità.
 
IL DIBATTITO
Al pomeriggio, dalle 16, ci sarà il confronto in Consiglio, con l'opposizione di centrosinistra decisa a chiedere le dimissioni del governatore e della sua Giunta, accusati di non aver saputo gestire il confronto con il governo. Ci sarà anche da valutare se la solidarietà arrivata da larghi settori del gruppo Pdl sarà riscontrabile anche nell'atteggiamento dei consiglieri.
O se, invece, il fuoco che da tempo cova sotto la cenere divamperà proprio in occasione di uno snodo decisivo dell'azione di governo.
«ORA IL SOTTOSEGRETARIO»
 
 
 
 A sostegno di Cappellacci e del Pdl sardo c'è da registrare l'intervento dell'assessore regionale lombardo (originario dell'Isola) Stefano Maullu, dirigente del partito azzurro nell'assise milanese: «La Sardegna deve essere capace di fare lobby, unendo il lavoro della Giunta a quello dei parlamentari - ribadisce - esercitando la stessa pressione che la Lega è riuscita a mettere in campo quando c'è stato da risolvere la questione delle quote-latte».
Per Maullu non si può mollare la presa: «Cappellacci ha fatto bene a smuovere le acque - aggiunge - ma ora è necessario porre una condizione irrinunciabile: nel prossimo rimpasto di governo ci dovrà essere posto per un rappresentante del Pdl isolano.
Lo si deve pretendere con un'azione netta, frutto di una coesione che va mostrata all'interno delle istituzioni». L'identikit del nuovo sottosegretario? «Niente nomi - conclude Maullu - dev'essere una persona che agisca all'insegna del trinomio etica-sobrietà-responsabilità».
L'Unione Sarda del 1 Agosto 2011.