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Tra il Governo e la Regione PDF Stampa
Martedì 02 Agosto 2011 08:51

alleanza operativa

 

 

L'INTERVENTO.
 
DA: L'UNIONE SARDA
 
 
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Salvatore Cicu:
 
 
«Se l'inibizione allo sviluppo della nostra Isola diventa un'imposizione politica calata dall'alto, a cui cedere senza alcuna possibilità di esercitare il valore di dignità del popolo sardo, né l'alto profilo autonomista che anima la storia della nostra Regione, occorre allora una reazione di opposizione coraggiosa, un movimento di grande riscatto politico e di forte coesione istituzionale.
C'è un perimetro di dialogo entro il quale costruire un confronto di prospettiva reale fra il Governo di Roma e la Regione Sardegna, un rapporto di collaborazione operativa che assegni alle rispettive voci istituzionali una corrispondente soggettività decisionale.
Tuttavia, quando questo equilibrio viene rovesciato, quando si ragiona soltanto in senso unidirezionale, rinunciando a proporre uno sforzo di sintesi fra posizioni contrapposte, quando si priva una comunità e le sue rappresentanze politiche dei propri interessi sociali, delle proprie ambizioni di mercato, calpestando nel contempo un impianto di diritti certi, ebbene, è in questo esatto punto che il rapporto fra il Governo di Roma e la Regione Sardegna va ridisegnato.
Sono convinto che la rottura partitica decisa dal Presidente della Giunta Regionale, Ugo Cappellacci, vada dunque sostenuta nella possibilità che, dopo il fallimento delle ultime ore, si apra conseguentemente una successiva fase di incontro delle istanze - dall'affare Tirrenia, al capitolo trasporti e continuità, dalla finanziaria regionale alla vertenza entrate - partendo, anzitutto, da un azzeramento responsabile di ognuna delle prese di posizione che hanno condotto all'interruzione del dialogo e delle trattative.
Si badi, compito della Regione Sardegna è favorire in ogni sede tutte le iniziative possibili a tutela dei sardi. In questo senso, l'impegno incessante messo in campo in questi anni dal Presidente Cappellacci non può che essere sorretto dalla necessità contestuale di costruire una coesione allargata, che comprenda tutta la classe dirigente sarda, nella convinzione che solo restando uniti si possono combattere battaglie decisive per il futuro dell'Isola, per difendere il nostro diritto ad amministrare la nostra ricchezza.
Credo che occorra allora portare a Roma le ragioni della specialità autonomista dell'intero popolo sardo.
Una voce sola. Capace di una rappresentanza reale.
Ma soprattutto di un intento corale. È un'occasione a cui non si può, né si deve rinunciare. Di fronte alla quale, il Popolo delle Libertà, non esaurisce certo la sua funzione nell'esercizio della rottura, ma all'opposto, si candida ad avere un ruolo decisivo di mediazione, di raccolta di tutte le ragioni e gli interessi che attraversano il mondo politico ed economico della Sardegna. Al riguardo, ritengo potrà essere determinante la forza di ricomposizione partitica che il nuovo segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, sarà in grado di dimostrare nei confronti di questo grave strappo.
Un primo banco di prova sarà dunque rappresentato dal vertice politico previsto per oggi: un incontro che ho personalmente concordato con lo stesso Alfano, per l'avvio di un dialogo immediato fra le dirigenze politiche regionali, le più alte rappresentanze del Pdl isolano e il segretario nazionale.
In questo contesto, si capirà quanto Alfano terrà in considerazione la causa del Pdl e quanto, soprattutto, abbia ancora credibilità e autorevolezza il partito a livello regionale.
Assegnando alla scelta adottata dal Presidente Cappellacci un alto valore simbolico, che realizzi la condizione di uno sprono politico dovuto, di una spinta motivazionale intorno alla quale tutte le dirigenze del Pdl sono chiamate a riflettere, raccogliendosi attorno a un tavolo politico per riscrivere le condizioni di una alleanza istituzionalmente operativa».
L'Unione Sarda del 2.08.2011