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Domani giurano i nuovi assessori PDF Stampa
Martedì 09 Agosto 2011 08:22
Convocato il Consiglio.
Critiche all'esecutivo da Cgil, Api e Prc.
Il Consiglio regionale della Sardegna è stato convocato per le 17 di domani.
All'ordine del giorno c'è il giuramento degli assessori (tra cui le nuove Simona De Francisci, Angela Nonnis e Alessandra Zedda) e una mozione dell'opposizione sulla nomina della Giunta.
L'accordo sulla data è arrivato dopo che la presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, aveva ipotizzato di convocare l'assemblea per oggi, «pur non avendo ancora ricevuto i decreti di nomina degli assessori regionali».
Il governatore ha chiesto uno slittamento perché nella giornata odierna avrà alcuni incontri istituzionali a Palazzo Chigi.
I SINDACATI
Intanto arrivano nuovi commenti dopo la scelta dei nuovi assessori.
Durissimo il commento del segretario della Cgil Enzo Costa: «L'ennesimo rimpasto mostra la pochezza del sistema politico, gli assessorati sono caselle da riempire per soddisfare equilibri di coalizione», si legge sul periodico sindacale L'altra Sardegna, in un editoriale dall'eloquente titolo «Presidente, cosa aspetta a dimettersi?».
Meno severo il leader della Cisl Mario Medde: «Resta l'urgenza - afferma in una nota - di una strategia utile a contrastare la crisi e a rilanciare la crescita della Sardegna», col coinvolgimento reale, «e non solo verbale», delle parti sociali ed economiche.
I PARTITI
Dal mondo politico, Roberto Capelli (Api) attacca Cappellacci: «Non è idoneo al ruolo, grave errore di Udc, Riformatori e sardisti nel continuare a sostenere questa farsa». E intanto governano realmente «i veri responsabili dello sfascio di questi 29 mesi di governo: Fantola, Floris, Oppi».
Il capogruppo dell'Idv Adriano Salis parla di «schiaffo alla competenza e all'urgente necessità di rafforzare la capacità di governo della Giunta regionale».
Per la segretaria di Rifondazione Laura Stochino, l'esecutivo «conferma il netto sbilanciamento della presenza maschile, e mostra i segni di una scelta tesa a saldare i conti nel centrodestra».
L'unione Sarda.