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Province e comuni spendaccioni PDF Stampa
Giovedì 05 Agosto 2010 14:13

I debiti fuori bilancio affossano la contabilità degli enti locali

Una cappella medievale, un ex convento dei cappuccini e una piccola chiesa datata 1700. Il tutto per un valore di mercato stimato attorno ai 970 mila euro. Ossia l'importo necessario per andare a coprire i debiti fuori bilancio approvati dalla giunta comunale, arrivati a toccare i 951 mila euro. È la storia del comune di Subiaco, piccolo borgo di 10 mila abitanti, a ridosso di Roma, costretto a mettere in vendita alcuni gioielli di famiglia per coprire il cratere generato dalle spese di natura straordinaria che sono andate ad appesantire i conti del municipio. Una storia come tante altre. Almeno in Italia, dove gli ultimi dati messi assieme dalla Corte dei conti, nella relazione sull'andamento generale della gestione finanziaria degli enti locali negli esercizi finanziari 2007 e 2008, parlano di un paese schiacciato sotto una montagna di debiti fuori bilancio che mettono a dura prova il funzionamento di comuni e province. Non si tratta di uno dei tanti allarmismi all'italiana, vista l'entità del campione utilizzato dalla Corte per scandagliare lo stato di salute delle finanze degli enti locali con più di 8 mila abitanti nell'ultimo biennio: 1.789 enti coinvolti di cui 54 province e 1.735comuni. Ebbene, tra il 2007 e il 2008, l'entità dei debiti fuori bilancio è cresciuta in Italia del 7,19% arrivando a toccare la cifra record dei 613,939 milioni di euro (48,130 milioni di euro dalle province e 565,809 milioni di euro in capo ai comuni). Soltanto un anno prima, alla fine del 2007, questa cifra non superava i 572,749 milioni di euro, ripartiti in 54,211 milioni attribuiti alle province e 518,538 milioni di euro legati ai bilanci dei comuni. Detta in altri termini, ogni cittadino italiano alla fine del 2007 aveva un debito extra bilancio contratto dalle amministrazioni comunali di 18,07 euro a cui si doveva aggiungere un euro e 56 centesimi per i debiti fuori bilancio delle province. Dodici mesi più tardi, il debito medio per abitante legato alle spese non contabilizzate dei comuni è salito in Italia a 19,75 euro a persona, mentre la parte imputabile alle province ha registrato una leggera flessione portandosi a 1,38 euro. Risultato: 21 euro e 13 centesimi di debito per ogni cittadino italiano nel 2008, oltre 3 euro in più rispetto a un anno prima. Ma chi sono gli enti più spendaccioni? Ancora una volta è la Corte dei conti a mettere nero su bianco le pagelle di comuni e province. «Le regioni dove si verificano i maggiori riconoscimenti dei debiti fuori bilancio da parte delle amministrazioni provinciali sono la Calabria (4 province, con 9,273 milioni di euro), la Campania (4 province, con 7,068 milioni di euro), il Molise (2 province, con 5,743 milioni di euro), il Lazio (2 province, con 5,677 milioni di euro), la Sicilia (9 province, con 5,253 milioni di euro) e l'Abruzzo (4 province, con 3,841 milioni di euro)». Le cose cambiano spostando il focus dell'analisi dal valore assoluto dei debiti contratti dalle province al di fuori del bilancio, a quello del valore medio per cittadino. In questo caso è il Molise a registrare il valore più elevato con 13,58 euro/abitante nel 2008, seguito dalla Calabria con 6,10 euro. Nell'Olimpo dei virtuosi, ovvero delle regioni coi i valori più bassi dei Dfb pro capite, figurano le province della Lombardia, con 0,17 euro, e quelle del Lazio (0,48 euro per ogni abitante). Ma sono Perugia e Terni a sorprendere per virtuosismo. Le province dell'Umbria sono le uniche infatti a non avere debiti fuori bilancio riconosciuti sia nel 2007 che nel 2008. Risultati sorprendenti anche dall'analisi condotta a livello di comuni. In questo caso, su 1.735 enti osservati, la Campania si è aggiudicata la maglia nera d'Italia con 217 comuni interessati da Dbf per un importo complessivo di ben 149,716 milioni di euro. Segue il Lazio con 124 comuni e 103,748 milioni di euro, mentre la Valle d'Aosta è risultata la regione con il minor numero di enti interessati dal fenomeno (4 comuni appena per un importo complessivo di 233 mila euro). Anche in questo caso l'Umbria fa storia a sé: i 13 comuni interessati dal problema dei debiti fuori bilancio hanno accumulato, infatti, nel 2008 un importo di oneri straordinari pari a 1,426 milioni di euro. Rapportando l'importo dei debiti fuori bilancio riconosciuti dai comuni alla popolazione residente negli enti coinvolti, le regioni con l'importo medio più rilevante per abitante sono risultate la Campania, con 39,83 euro/abitante, e il Molise con 35,28 euro. Sul fronte opposto, il valore più basso spetta alla Liguria con 4,34 euro per abitante, seguita da Umbria (4,95 euro) e Friuli Venezia Giulia (4,99 euro).

 

 

L’articolo di Gabriele Frontoni pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell’area Ufficio Stampa.