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Taglio dell'Irap in finanziaria PDF Stampa
Giovedì 05 Agosto 2010 14:30

LE VIE DEL RILANCIO - Le correzioni alla manovra

Verso riduzione soft da 1,5 miliardi - Pronta la proroga della rottamazione - IL DECRETO RONCHI/Votati i primi 13 articoli. Oggi il via libera del Senato al provvedimento che contiene la riforma dei servizi pubblici locali

 

Continua la partita nella maggioranza sull'Irap. Con un solo punto fermo: il taglio sarà soft, ovvero con un impatto compreso tra i e 1,5 miliardi. Accantonata l'ipotesi di inserire questo intervento nel decreto Ronchi sulle infrazioni Ue, su cui ieri è arrivato l'ok del Senato ai primi 13 articoli in attesa del via libera a tutto il testo previsto per questa mattina, resta da decidere su quale ramo del Parlamento convogliare l'eventuale emendamento alla Finanziaria. La prima ipotesi, gradita al ministero dell'Economia, è quella di attendere il passaggio alla Camera, che consentirebbe di formulare il correttivo ai primi di dicembre con i dati alla mano sul gettito dello scudo fiscale e dell'autotassazione di novembre. Con il trascorrere delle ore sta però prendendo quota la possibilità che il ritocco possa vedere la luce già nell'aula del Senato, che da oggi pomeriggio comincerà ad esaminare la Finanziaria. Anche perché al voto, che potrebbe essere vincolato a una "fiducia" dal governo, si giungerà soltanto la prossima settimana: ci sarebbe quindi un arco di tempo sufficiente per individuare una copertura alternativa visto anche l'impatto contenuto del taglio che si va profilando. A non escludere del tutto un intervento già a Palazzo Madama è lo stesso relatore Maurizio Saia (Pdl). Resta però in campo una terza opzione: il ricorso al decreto di fine anno in cui far confluire, oltre al taglio dell'Irap, il pacchetto Scajola da 800 milioni sugli eco-incentivi, compresa la proroga della rottamazione auto e moto, e il credito d'imposta per la ricerca, che è stato preparato al ministero dello Sviluppo economico per la Finanziaria. Una soluzione che consentirebbe di lasciare sostanzialmente blindata la manovra, come preferirebbe il Tesoro, anche perché l'ultima manovra estiva di fatto bloccherebbe l'inserimento per il 2010 in Finanziaria di misure per lo sviluppo. Anche questa opzione sarebbe stata valutata nel colloquio di un'ora che si è tenuto a Montecitorio tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il ministro Giulio Tremonti. Colloquio in cui sarebbero stati affrontati i temi legati al cammino parlamentare dei provvedimenti di finanza pubblica, in primis la Finanziaria, ma non solo. In ogni caso al Senato già oggi lo scenario dovrebbe cominciare a chiarirsi: è infatti previsto un incontro tra Tremonti e i capigruppo della maggioranza. Un incontro che dovrà servire a sciogliere anche altri nodi. Primo fra tutti quella della riproposizione in aula dell'emendamento sulla sanatoria delle liti fiscali, già spuntato e poi sparito in commissione Bilancio anche per lo stop degli ex An e di Fini, che potrebbe essersi nuovamente soffermato sulla questione con Tremonti. Questa misura sui processi tributari, che sarebbe caldeggiata da Palazzo Chigi, consentirebbe a chi ha vinto i primi due gradi di giudizio di bloccare i ricorsi in Cassazione pagando il 5% della somma in gioco nel processo. Ieri l'arrivo in aula del correttivo era considerato molto probabile. Tra le altre questioni aperte, oltre al pacchetto Scajola, l'inserimento nella manovra (o nel decreto dei fine anno) del disegno di legge sull'istituzione della Banca del Sud, messo a punto da Tremonti, l'introduzione della cedolare secca sugli affitti e la proroga del 5 per mille, che però sembra essere destinata a materializzarsi solo a Montecitorio. Senza sussulti si annuncia invece il sì del Senato al decreto Ronchi, che dovrà passare alla Camera per l'approvazione definitiva. Nel pomeriggio con una serie di votazioni a raffica Palazzo Madama ha approvato i primi 13 articoli e l'emendamento con cui è stato fatto saltare l'articolo 4 sull'armonizzazione fiscale in chiave Ue dei fondi mobiliari. Oggi si riparte dall'articolo 15 sulla riforma dei servizi pubblici locali considerata strategica dal ministro Andrea Ronchi e dal relatore Lucio Malan (Pdl), ma su cui la commissione Bilancio ha espresso qualche dubbio. Tra i ritocchi già approvati, l'affidamento al prefetto di Milano del coordinamento delle attività anti-infiltrazioni mafiose negli appalti dell'Expo 2015, e la destinazione di fondo all'ammodernamento infrastrutturale della Guardia di finanza. Via libera ai nuovi criteri Ue sull'eco-compatibilità per la commercializzazione di lampadine e elettrodomestici.

 

L’articolo di Marco Rogari pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell’area Ufficio Stampa.