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Revisori anche per tre mandati PDF Stampa
Giovedì 05 Agosto 2010 14:36

Il Consiglio di Stato ammette la possibilità di ottenere più incarichi negli enti locali, ma è necessario un intervallo dopo la seconda nomina

Nuove prospettive per i revisori contabili negli enti locali, con possibilità di terzo incarico dopo un adeguato intervallo. Questa è la conseguenza dell'ordinanza del Consiglio di Stato 26 ottobre 2009 n. 5324, relativa al collegio dei revisori contabili di un Comune pugliese. L'organo di revisione dura in carica tre anni e i suoi componenti sono rieleggibili per una sola volta (articolo 235, decreto legislativo 267/2000). Le esperienze e le capacità affinate nel periodo di revisione andrebbero tuttavia perse se la norma fosse interpretata come divieto assoluto di terzo periodo di revisione. Dopo due incarichi consecutivi il revisore cioè non avrebbe ulteriori possibilità, nella sua vita professionale, di far parte dell'organo di revisione di uno specifico ente locale. Questa tesi non è stata condivisa dal Consiglio di Stato, il quale precisa che il divieto di nuova designazione riguarda solamente il terzo mandato immediatamente dopo due periodi consecutivi; qualora invece vi sia un intervallo tra i primi due mandati consecutivi e un terzo mandato, il professionista riacquisterebbe la possibilità di partecipare all'organo di revisione. Altri giudici avevano escluso la possibilità di un terzo incarico non consecutivo (Tar Napoli 6087/2007; Tar Lecce 5498/2001), favorendo la rinnovazione e la circolazione di esperienze. Ora, invece, l'orientamento cambia, ritenendo che il divieto scatti solo a seguito di due designazioni consecutive, alle quali non può far seguito un terzo incarico consecutivo. Quindi, nel caso del Comune pugliese, l'esistenza dell'interruzione per una legislatura tra due precedenti incarichi consecutivi di revisione, non impedisce un'ulteriore designazione. Il rischio di un'eccessiva contiguità tra revisori e amministratori, che era posto a base dell'interpretazione limitatrice degli incarichi di revisione, deve quindi ritenersi superato. Anche i revisori, come i sindaci delle amministrazioni comunali, hanno un divieto di terzo mandato consecutivo ma ora, come gli amministratori eletti, rimangono designabili se vi è un intervallo tra i primi due mandati e quelli successivi. Si supera in questo modo il parere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti del 15 luglio 2009 proprio sulla rieleggibilità del revisore negli enti locali: prima della decisione del Consiglio di Stato si riteneva infatti che esistesse un limite a una designazione successiva alla seconda, desumendola dagli atti parlamentari che hanno condotto all'articolo 235 del decreto legislativo 267/2000. Durante la gestazione in Parlamento di tale norma, si era infatti previsto l'inserimento di un avverbio che esprimeva la rieleggibilità, precisando che i revisori erano "consecutivamente" rieleggibili per una sola volta. Venuto meno, nelle votazioni delle Camere, l'avverbio "consecutivamente", se ne era desunto un limite sia ad incarichi successivi alla prima coppia di mandati professionali consecutivi, sia ad incarichi comunque successivi al secondo. Quindi, il Consiglio nazionale escludeva la possibilità di intervalli rigeneratori, ponendo un limite assoluto di due incarichi, riferito all'intero arco della vita professionale del revisore.

L'articolo di Guglielmo Saporito pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.