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Enti locali, tagli a giunte e consigli PDF Stampa
Giovedì 05 Agosto 2010 14:47

Ma slitta di una settimana l’approvazione del consiglio dei ministri

Il ministro Roberto Calderoli rassicura tutti quanti. Il tanto sospirato codice delle autonomie, il testo di riordino (e di tagli) degli enti locali, «andrà in Consiglio dei ministri il prossimo giovedì». Sempre che le Regioni diano parere favorevole. Per ora sono le comunità montane ad essere fortemente critiche con il testo che ridisegna l’archi-tettura degli enti locali. «Se passa la linea del governo facciamo prima a cancellare i piccoli Comuni. Ed è paradossale che l’Anci», si lamenta Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, l’U-nione delle comunità montane. In effetti con l’ap-provazione del «Codice» di cose ne cambierebbero parecchie: all’art. 22 la bozza del provvedimento fissa le nuove regole per la composizione dei Consigli comunali. In particolare, rispetto a quanto previsto nel Testo unico sull’ordinamento degli enti locali del 2000, viene soppressa la voce che affidava 60 consiglieri ai Comuni con oltre un milione di abitanti. Si parte dai Comuni con popolazione oltre i 500 mila abitanti, con un tetto di 40 consiglieri, contro i 50 previsti dal Testo unico. Tagli conseguenti sono fissati via via per i Comuni con popolazione inferiore, fino ai 6 componenti per i Comuni fino a 3 mila abitanti. Analoghe riduzioni sono previste per i Consigli provinciali. Per i territori più grandi, con popolazione sopra 1,4 milioni, i consiglieri saranno 30, contro i precedenti 45. Per quanto riguarda le giunte comunali, gli assessori non potranno essere più di 2 per i piccoli Comuni tra 1000 e 3000 abitanti e non superiori a 10 per quelli con oltre 500 mila residenti. Per i microscopici Comuni con meno di mille abitanti, il sindaco diventerà un podestà: senza assessori, delegherà le varie funzioni direttamente ai consiglieri. Per i «governi» provinciali, si va da un minimo di 3 assessori se i Consigli hanno 12 componenti a un massimo di 8 per le Province a cui sono assegnati 30 consiglieri. Infine, le strutture che svolgono funzioni già in capo ai Comuni o alle Province saranno soppresse e accorpate (art. 11). La Carta delle autonomie prevede inoltre la soppressione di alcune comunità montane (art. 17) a decorrere dal 365° giorno successivo all’entrata in vigore della legge; la soppressione delle circoscrizioni comunali (art. 18) di tutti i Comuni con popolazione inferiore ai 250 mila abitanti e l’addio ai«difensori civici» dei Comuni.