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Lo scudo aiuti i comuni PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:14

Maroni: parte degli introiti per alleggerire il Patto

Una parte degli introiti derivanti dallo scudo fiscale vada a finanziare l'alleggerimento dei vincoli contabili per le autonomie». Alla vigilia dell'incontro di oggi dei comuni con Berlusconi, in cui l'Anci cercherà di strappare qualche apertura al governo sul patto di stabilità, il ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha incoraggiato i sindaci a non mollare. E li ha invitati a «far sentire la propria voce» anche per quanto riguarda i fondi sulla sicurezza. Solo in minima parte stanziati dal testo della Finanziaria approvato in senato, visto che del miliardo e 100 milioni chiesto dal numero uno del Viminale palazzo Madama ha erogato solo briciole: 100 milioni. Inaugurando a Milano «Risorse Comuni» la mostra-convegno promossa dall'Anci Lombardia e organizzata da Ancitel Lombardia, il ministro dell'interno non si è nascosto dietro giri di parole e ha subito lasciato intendere di chi sia la responsabilità di questa austerity. «Dipendesse da me i problemi dei comuni sarebbero già risolti. Io sono quello che paga, ma posso farlo solo se qualcuno mi dà i soldi», ha detto il ministro lasciando trapelare una (nemmeno tanto) velata critica alla politica di eccessivo rigore contabile di Giulio Tremonti. Secondo Maroni però i margini per portare avanti una trattativa soddisfacente per i comuni ci sono ancora. «Sono fiducioso che dall'incontro di domani (oggi per chi legge ndr) i sindaci possano portare a casa qualche risultato concreto», ha dichiarato. Anche se, ha proseguito il ministro, il problema delle ristrettezze economiche dei municipi, riconducibile in ultima istanza alla mancanza di autonomia impositiva, si risolverà solo con l'attuazione del federalismo fiscale. «I dlgs attuativi sono la vera sfida che abbiamo di fronte. Ma il governo non può fare miracoli se ogni giorno deve pagare 200 milioni di euro solo di interessi sul debito pubblico». Sempre nel tentativo di suggerire proposte concrete per uscire dall'impasse, il ministro dell'interno ha affrontato anche il nodo del ritardo (che in molti casi diventa impossibilità assoluta a causa dei vincoli del patto di stabilità) nei pagamenti degli enti locali verso le imprese creditrici che sta creando non pochi problemi di liquidità alle aziende. Maroni ha rilanciato l'idea di cedere alla Cassa depositi e prestiti i debiti dei comuni col mondo delle imprese. Ci penserebbe la Cdp a pagare subito i fornitori e questo avrebbe un benefico effetto anticiclico sull'economia. Ma c'è un ostacolo da superare ed è di natura contabile: fino a quando il debito degli enti locali verso le imprese resta in capo ai comuni non viene considerato debito pubblico. Viceversa, se viene ceduto alla Cassa depositi andrebbe a gonfiare lo stock di debito pubblico con evidenti ripercussioni in ambito europeo. L'appello di Maroni a incrementare i fondi per la sicurezza (non solo per carabinieri e polizia, ma anche per la polizia municipale in modo da realizzare un «sistema di sicurezza integrata e partecipata» nel quale siano coinvolti anche i sindaci) non può che soddisfare l'Anci. «Anche il ministro Maroni ha chiaro che i comuni oggi sono in grandissima difficoltà finanziaria», ha commentato Flavio Zanonato, sindaco di Padova e vicepresidente Anci. «Nella pluralità di compiti che li attengono nel campo della sicurezza e dei servizi i comuni hanno davvero poche risorse a disposizione».

 

L’articolo di Francesco Cerisano pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell’area Ufficio Stampa.