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Golf, sì alla legge tra i veleni PDF Stampa
Venerdì 16 Settembre 2011 10:53
Meloni (Riformatori): «Finalmente un po' di sviluppo». Sanna (Pd): «Solo cemento» No dei sardisti, il centrosinistra ancora assente dall'Aula La legge passa ma scatena nuove polemiche in Consiglio regionale. La maggioranza soffre e alla fine riesce a portare a casa il via libera alle norme che dovranno mettere a braccetto golf e turismo. Resta sull'Aventino e fuori dall'Aula l'opposizione, che grida allo scandalo per «il cemento sulla fascia costiera».
Il centrodestra taglia il traguardo dell'approvazione con più di un'apprensione: il Psd'Az boccia la legge e i sì sono appena 36, complici anche dieci congedi (molti tra il Pdl) che in tanti hanno definito «non casuali».
 LA NUOVA LEGGE
La legge sul golf prevede la realizzazione fino a 25 campi da gioco, con annesse cubature per servizi, strutture alberghiere e residenze. Dislocazione su tutta la Sardegna, dalle zone interne sino ai bordi della fascia costiera. In tal senso si prevede una deroga al Piano paesaggistico regionale, con interventi possibili sino ai mille metri (500 nelle isole) dal litorale. Su questo passaggio si è scatenata la reazione del centrosinistra, che da mercoledì pomeriggio ha deciso di abbandonare i lavori.
LE POLEMICHE
Difende la legge (è stato il relatore di maggioranza) Franco Meloni dei Riformatori: «È l'unico provvedimento insieme al Piano casa che riuscirà a dare un po' di sviluppo in questi due anni e mezzo di legislatura». Per questo «è assurdo l'atteggiamento di chi si ostina a ripetere che la Sardegna ha bisogno di ben altro ».
La vede in un altro modo il capogruppo del Pd Mario Bruno: «Parlare di golf in un momento come questo è ridicolo». L'assenza di strategie «è accompagnata solo dalla volontà di realizzare volumetrie in deroga. Altro cemento, altri mattoni».
 LA GUERRA DEI NUMERI
 L'ex assessore all'Urbanistica Gianvalerio Sanna snocciola numeri sugli indici di edificabilità legati a ogni green e parla di legge che «serve per ingannare». Alla fine «riverserà su tutta la Sardegna colate di cemento con volumetrie tra i 3 milioni e i 3 milioni e mezzo di metri cubi». Fino al confronto tagliente: «Il mai realizzato Master plan della Costa Smeralda ne prevedeva un milione». Meloni controbatte che «la massima volumetria possibile sarebbe di un milione e 250 mila metri cubi», ma «nelle aree dove sono già presenti gli alberghi non si potranno creare doppioni.
Quindi le volumetrie scenderanno». Il rappresentante dei Riformatori lancia anche una frecciata: «Stiamo parlando di cubature distribuite in tutta la Sardegna. Non come quelle che voleva la Giunta in cui c'era Sanna, col golf a Lunamatrona: 612 mila metri cubi in un posto solo».
SARDISTI POLEMICI
Hanno votato contro la legge i consiglieri del Psd'Az: «Nel momento in cui si va verso la fascia costiera», sottolinea il capogruppo Giacomo Sanna, «finisce quello che era il progetto iniziale, cioè la valorizzazione turistica delle aree svantaggiate, delle zone interne. Questa è una legge per assalti alla diligenza».
E Paolo Maninchedda ha chiesto polemicamente (proposta respinta dal presidente Claudia Lombardo) di poter apporre una pregiudiziale alla legge: «Qualsiasi modifica al Ppr senza il passaggio in Consiglio rischia di non essere applicabile e non basta dare una delega alla Giunta».
CENTROSINISTRA
 Il centrosinistra è compatto contro la legge. Luciano Uras (Sel) sostiene che le norme sul golf «smantellano la normativa paesaggistica e riportano la Sardegna al Far west».
Daniele Cocco (Idv) è caustico: «Si parla di golf quando 380 mila persone vivono sotto la soglia di povertà.
Abbiamo abbandonato l'Aula per non essere complici di questo scempio».
Chicco Porcu (Pd) si sofferma sull'«ambiguità» e «le differenti posizioni» espresse «da diversi settori della maggioranza».
Claudia Zuncheddu (Indipendentistas) intravede una legge «che dà risposte a debiti da saldare e che i sardi pagheranno in termini di aggressione al territorio».
CENTRODESTRA
 Dopo le assenze in Aula il capogruppo del Pdl Mario Diana vuole sgombrare il campo dalle polemiche ed esprime «grande soddisfazione per l'approvazione della legge a nome dell'intero gruppo consiliare» perché «il provvedimento è destinato a fare da volano per lo sviluppo turistico». In Aula però Diana ammette che «in materia di revisione del Ppr restano alcune incognite».
Il presidente della commissione Urbanistica Matteo Sanna (Fli) se la prende con «le accuse gratuite» rivolte a «una legge che può contribuire al rilancio del turismo».
L'Unione Sarda