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Venerdì 30 Settembre 2011 08:48
«La miniera non deve morire»
SILIUS
 
 
La miniera di Genna Tres Montis, presso Silius, deve riprendere la produzioine.
 
Il sindaco di Silius Giuseppe Erriu e i primi cittadini di Escalaplano, Villasalto, Ballao, San Nicolò Gerrei, Armungia, San Basilio, Sant’Andrea Frius, Goni, hanno chiesto all’assessore regionale all’industria Alessandra Zedda che quel sito non va abbandonato. I sindaci sono tutti molto preoccupati. Nei comuni del Gerrei c’è il più alto tasso di disoccupazione e di spopolamento della provincia di Cagliari.
E questo proprio per la mancata ripresa dell’attività produttiva della miniera di fluorite di Genna Tres Montis. I lavori, sospesi nei primi mesi del 2006, non sono stati riattivati nonostante l’approvazione del piano industriale pluriennale di rilancio dell’attività estrattiva e la consistente portata del giacimento, stimato in oltre due milioni e duecentomila tonnellate. I cantieri minerari di Silius e la laveria di Assemini sono stati affidati alla Fluorite di Silius, una società in corso di liquidazione, interamente controllata dalla Regione e presieduta dal commissario liquidatore Antonio Garau.
La concessione mineraria è, però, attualmente vacante. La Fluorite sarda, la società vincitrice del bando indetto alla fine del 2008 dal servizio attività estrattive dell’assessorato regionale all’Industria, ha infatti rinunciato alla concessione.
La gara non è stata più bandita quantunque tutti gli assessori regionali all’Industria che si sono succeduti (Andreina Farris, Sandro Angioni e Oscar Cherchi) si siano impegnati con le maestranze, le organizzazioni sindacali e gli amministratori del territorio.
Ma i 120 ex dipendenti della Fluorite di Silius da circa due anni, sono in cassa integrazione. Ora il sindaco Erriu ha lanciato un accorato appello al nuovo assessore all’industria.
«Se l’attività non dovesse riprendere entro brevissimo tempo - ha sottolineato il primo cittadino di Silius - c’è il grave rischio di degrado delle strutture, degli impianti e dei macchinari nel sottosuolo nonchè del’apposito stabilimento di flottazione di Assemini».
La Nuova Sardegna