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I progetti di Polimeri Europa PDF Stampa
Lunedì 10 Ottobre 2011 07:30
per il futuro di Porto Torres
 
Carloforte corre verso il traguardo delle emissioni zero nel 2014
 
 
 
Ma a poche miglia, nell'Isola Madre, Portovesme diventa sempre più un deserto industriale e occupazionale, inquinato, avvelenato ed alto rischio ambientale.
Come al nord Porto Torres, dove il benzene nelle acque del porto ha raggiunto livelli non di allarme ma, forse, di non ritorno.
Dopo averne decretato la morte, ora l'Eni vuol far rinascere la chimica.
Non più nera di petrolio, ma verde per produrre plastiche ricavate da cardi coltivati sulla Nurra. Sempre chimica di base, comunque.
 
 Al convegno di Carloforte , i rappresentanti di Polimeri Europa, Flavio Montanari, e di Novamont, Marco Versari, hanno glissato le domande sull'attuale disastro ambientale cui da tempo si sarebbe dovuto porre rimedio con le bonifiche. Meglio parlare del futuro.
 
 
«Entro sei anni costruiremo un impianto che tratterà 350 mila tonnellate di vegetali coltivati nel territorio», ha confermato Montanari. L'obiettivo è di conquistare la leadership mondiale della chimica verde.
I sardi si augurano che riescano a centrare l'obiettivo. Per ora hanno visto solo dismissioni, cassa integrazione, distruzione di un industria pagata a caro prezzo ambientale.
Nel convegno si è parlato anche della situazione energetica italiana.
 
«Un paese affamato di energia che non sa dove andare perché manca il piano nazionale che il governo si era impegnato a varare ma ha sempre rinviato», ha detto il giornalista economico Roberto Ippolito.
Scettico sulle ipotesi di una riconversione a breve dal petrolio alle fonti rinnovabili Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
«I consumi mondiali - ha ricordato - sono di nove miliardi di tonnellate quattro in più del 1973 quando si avviarono le politiche per la riduzione della dipendenza da petrolio».
L'Italia comunque va verso la conquista del primato europeo nelle rinnovabili.
 
 
La Nuova Sardegna