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I comuni: congelare subito i tagli a giunte e consigli PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:33

DISPARITÀ/La stretta per le province è molto più  contenuta rispetto ai municipi: 13 milioni sul triennio per cancellare un quinto degli assessori

ROMA - I sindaci non si arrendono. L'aula di Montecitorio aveva votato da un paio d'ore la fiducia sul maxiemendamento quando i comuni sono tornati a chiedere un rinvio al 2011 dei tagli alle poltrone locali disposti dalla manovra. Indicando anche lo strumento più opportuno per la sospensione: il decreto milleproroghe che sarà oggi all'esame del Consiglio dei ministri. È questa infatti una delle tre condizioni che il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino ha posto al governo per evitare la rottura delle relazioni istituzionali proclamata la settimana scorsa. In una conferenza stampa convocata nella sede romana dell'associazione, il primo cittadino di Torino ha ufficialmente lanciato la campagna di controinformazione dei sindaci. «I comuni non sono uno spreco», questo il titolo scelto per l'iniziativa. A cui seguirà una serie di spot televisivi e radiofonici per far sapere ai cittadini che, rispetto al resto della Pa, i municipi «hanno registrato le migliori performance in termini di spesa e di organizzazione e servizi forniti». Ai sindaci la scelta di estrapolare dalla Carta delle autonomie e inserire in finanziaria lo sfoltimento delle poltrone locali non è proprio andata giù. Come forse si ricorderà, il maxiemendamento ha ridotto di 229 milioni euro i trasferimenti erariali 2010-2012 agli enti locali. Gran parte delle risorse (216 milioni) arriveranno dalle amministrazioni comunali che, per turare la falla, dovranno: ridurre del 20% il numero dei consiglieri e del 25% gli assessori (che nei municipi con meno di 3mila abitanti scompariranno del tutto), eliminare difensori civici, direttori generali, consorzi di funzioni e circoscrizioni di decentramento. Decisamente più contenuta (13 milioni sul triennio) la stretta sulle province che si limiteranno a cancellare un quinto dei membri delle giunte. Una disparità di trattamento che ha lasciato interdetta l'Anci. Sommandola all'esiguità dei risparmi attesi dai municipi nel solo 2010 (12 milioni di euro), ecco spiegate le resistenze di Chiamparino. «Do io una mano a Tremonti a trovare quei 12 milioni», ha commentato l'esponente del Pd poco prima di invocare lo slittamento dei tagli al 2011 così da dedicare l'anno prossimo «a una discussione serena sul Codice delle autonomie». Una richiesta a cui Chiamparino ne ha aggiunte altre due: lasciare agli enti locali i risparmi che produrranno dal 2011 in poi; cancellare le sanzioni per i comuni che nel 2009 hanno sforato il patto di stabilità per effettuare spese di investimento. Sugli stessi tasti ha battuto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «L'aspetto paradossale della manovra - ha spiegato - è che mentre ci viene in larga parte compensata l'Ici sulla prima casa (la finanziaria introduce rimborso di 916 milioni di euro per i mancati introiti 2008 e 2009, ndr) si evita di intervenire sul patto di stabilità più per ideologia che per altro». A proposito delle poltrone che salteranno, il primo cittadino della capitale si è chiesto: «Perché si tagliano i direttori generali dei comuni e non quelli delle province?». Oppure: «Come si può pensare di gestire una città di oltre 2,8 milioni di abitanti come Roma senza alcuna forma di decentramento?». Senza inversioni di rotta su patto di stabilità e risorse, ha ribadito l'Anci, i municipi saranno costretti a tagliare le spese per investimento o quelle per i servizi ai cittadini. E anche il federalismo demaniale imminente ( si veda altro articolo qui sotto) non viene considerato la risposta più adatta: «Va nella direzione giusta ma prevede tempi lunghi», ha sottolineato Chiamparino. In un quadro del genere la conferenza stato-città ed autonomie locali di oggi potrebbe rappresentare l'ultimo appuntamento istituzionale a cui i comuni prenderanno parte. In quella sede verrà chiesto lo slittamento al 30 aprile del termine per la redazione dei bilanci preventivi 2010. E almeno su questo l'esecutivo dovrebbe dire sì. Con un decreto del ministero dell'Interno atteso per i prossimi giorni.

L'articolo di Eugenio Bruno pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.