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Lavoro accessorio con tetti di spesa PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:34

Il lavoro accessorio costituirà per le amministrazioni pubbliche spesa di personale. Pertanto, tutte le risorse impiegate per acquisire prestazioni lavorative mediante i voucher potranno essere spese nel rispetto dei vari tetti di spesa a vario titolo previsti dalla norma. E' l'effetto del comma 138 del maxiemendamento alla legge finanziaria che aggiunge all'articolo 70 del dlgs 276/2003 un nuovo comma 2-ter, ai sensi del quale «il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico e degli enti locali è consentito nel rispetto della vigente disciplina vincolistica in materia di contenimento delle spese di personale e ove previsto del patto di stabilità interno». Il legislatore, in tal modo, risolve i dubbi che si erano posti a seguito della riforma introdotta dal dl 5/2009, convertito in legge 33/2009, che ha consentito espressamente alle amministrazioni pubbliche di avvalersi del lavoro accessorio, per lo svolgimento di attività connesse a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e nell'ipotesi di lavori di emergenza o di solidarietà; tale disposizione è stata anche confermata dall'articolo 17, comma 26, lettera a), del dl 78/2009, convertito in legge 102/2009, in modifica all'articolo 36 del dlgs 165/2001. Gli aspetti controversi riguardavano proprio la necessità di considerare il lavoro accessorio come spesa di personale o meno. Il dubbio proveniva dalla circostanza che, per gli enti locali, l'articolo 1, comma 557, della legge 296/2006, come novellato dall'articolo 76, comma 1, del dl 112/2008, convertito in legge 133/2008, non prendeva espressamente in considerazione i voucher tra i contratti da annoverare quali presupposto delle spese di personale. Infatti, la menzionata disposizione considera come spese di personale quelle «anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione continuata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente». La norma si riferisce alla collaborazioni coordinate e continuative, ma non alle mere prestazioni occasionali, come l'articolo 70, comma 2 del dlgs 276/2003 definisce il lavoro accessorio. La finanziaria 2010 risolve il problema, accedendo alla tesi meno favorevole alle amministrazioni pubbliche.

L'articolo di Luigi Oliveri pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.