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Piano casa tre, PDF Stampa
Venerdì 28 Ottobre 2011 09:16
 maggioranza vicina al traguardo
 
 
 
Via libera forse entro domani
 
La maggioranza inizia a vedere il traguardo del piano casa proprio nel giorno in cui soffre, per due volte, delle divisioni.
Ma a tarda sera, dopo quasi dodici ore di marce forzate in aula (guarda caso quando non ci sono partite interessanti in tv), a dividersi è il Pd: Renato Soru insiste per andare avanti nel dibattito, altri ritengono già centrato l'obiettivo di giornata e vanno via.
Durissimo il battibecco tra lo stesso Soru e Giuseppe Cuccu. Nel complesso la legge fa un passo avanti e c'è chi spera nel voto finale entro domani: ma è difficile, con circa 150 emendamenti rimasti.
Il Pdl continua a minacciare la seduta domenicale, ma gli alleati sarebbero disponibili solo fino alle 13.30 di sabato. La prima battaglia si svolge sull'emendamento Pdl che estende gli ampliamenti delle “attività produttive” anche agli esercizi commerciali. Protesta Gianvalerio Sanna (Pd): «Ma non era il piano casa? Mica la gente abita nei negozi». Contrario anche Roberto Capelli (Api), che aggiunge: «Quel che stiamo facendo non è la risposta a ciò che avviene fuori».
Ma sono contrari pure Udc, Riformatori e Psd'Az. Alla fine la norma ha i voti del solo Pdl, e non passa. Pareri diversi, nel centrodestra, anche su un emendamento (approvato) che limita gli interventi sulle residenze rurali.
Proprio sulle zone agricole si concentra il dibattito pomeridiano: la maggioranza tiene e porta a casa il sì all'ampliamento del 20% per le abitazioni nell'agro, comprese tra i 300 e i 2.000 metri dal mare (150 e 1.000 metri nelle isole minori). Oltre quella fascia, l'incremento arriva al 30%. Sempre per volumi esistenti al 31 marzo 2009, e per riqualificazioni mirate al risparmio energetico. L'opposizione, ovviamente, si oppone: ma Francesca Barracciu, rispondendo a una lamentela ricevuta via Facebook, precisa che «non siamo contro gli agricoltori, ma contro un certo uso dell'agro».
 Cesare Moriconi chiede «risposte diverse allo spopolamento». Tra le repliche del centrodestra, l'assessore all'Urbanistica Nicola Rassu afferma che «col Ppr le zone agricole sono rimaste bloccate, e i beni deprezzati. Questo causa speculazioni, non la legge».
L'Unione Sarda