Home Ufficio Stampa Economia: Europa, incubo dei pescatori
Economia: Europa, incubo dei pescatori PDF Stampa
Sabato 29 Ottobre 2011 00:00

CAGLIARI. L’Europa e le servitù militari fanno paura alla marineria sarda.

Sono questi due dei molti problemi sollevati dai pescatori di professione
- 1.300 imbarcazioni, quattromila buste paga e 130 milioni di fatturato - nella tre giorni della conferenza “Dal rosso al blu”, organizzata dall’assessorato all’agricoltura.
 
 
 
L'Assessorato che non ha ancora una direzione generale autonoma per la pesca e questo vuol dire che per l’imprese c’è un altro mare in tempesta: la burocrazia.
 L’Europa è un incubo - è stato detto durante il forum - perché il rinnovo delle concessioni demaniali è proprio nelle mani di Bruxelles. C’è il rischio che i criteri imposti dalla Commissione europea di fatto taglino fuori dai contratti proprio le imprese locali, quelle che finora hanno retto comunque il comparto.
Se prevalesse la bozza europea, il danno sarebbe enorme, per un settore già in difficoltà a causa delle ridotte misure delle aziende (sono quasi tutte micro-imprese), della concorrenza delle marinerie del Sud Italia e anche della difficoltà di avere un ruolo in un mercato dominato dalle importazioni. Alla Regione i pescatori hanno chiesto di «fare pressione sull’Europa per garantire agli imprenditori locali almeno una buona parte delle concessioni demaniali nell’isola e ed evitare così quello che sarebbe invece il sicuro sbarco di altre realtà imprenditoriali».
 C’è poi il problema delle servitù militari che insieme a quello delle oasi protette, da quattro diventeranno otto nei prossimi mesi, da sempre riduce di molto il campo d’azione delle marinerie. I pescatori hanno chiesto un calendario di rotazione che «eviti la chiusura completa di alcune aree per troppi mesi all’anno a causa delle esercitazioni» e per quanto riguarda le oasi «anche il ripopolamento deve tener conto delle esigenze delle imprese e non può essere un ostacolo». Con la Regione, i pescatori vogliono aprire un confronto continuo e l’assessore Cherchi si è detto disponibile.
«La Sardegna - sono state le sue parole - ha tutte le potenzialità per avere un ruolo guida nel Mediterraneo anche nella pesca. Certo, le aziende sono piccole, ma hanno un’alta qualità nella tecnica che possiamo esportare e soprattutto migliorare col coinvolgimento delle università nella ricerca». Per realizzare il progetto, però servono più soldi di quelli oggi a disposizione: «Dobbiamo ripartire da una legislazione specifica per il settore, che adesso non c’è, e dobbiamo incrementare la dotazione finanziaria da 12 ad almeno 100 milioni».
Da: la Nuova del 28.10.2011