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Liberate Rossella, cooperante sarda rapida in Algeria! PDF Stampa
Sabato 29 Ottobre 2011 00:00

La giovane ragazza sarda rapita in AlgeriaAnche il CAL Sardegna per il motto "liberate Rossella".

Rossella Urru, la cooperante sarda che è stata rapita nel sud dell’Algeria con due volontari spagnoli: si trovavano in un campo di profughi saharawi.

Uno degli ostaggi spagnoli sarebbe stato ferito durante l’incursione.

Nessuna rivendicazione del sequestro è arrivata. Da qui l'appello: LIBERATE ROSSELLA...

 

 

 

 

 

La storia

 


Una c ooperante sarda, Rossella Urru, e due volontari spagnoli sono stati rapiti nel sud dell’Algeria in un campo di profughi saharawi. Uno degli ostaggi spagnoli sarebbe stato ferito durante l’incursione.

 

Nessuna rivendicazione del sequestro è arrivata.

 

 

Rossella UrruTuttavia il Fronte Polisario, il movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara occidentale (annesso dal 1975 al Marocco) e che gestisce la tendopoli dove lavoravano i cooperanti, ha immediatamente parlato di “grave azione terroristica” e puntato il dito contro l’Aqmi, il braccio armato di Al Qaida nel Maghreb, così come hanno fatto fonti mauritane.

 

Questo cartello del terrore, in cui sono confluiti salafiti e sanguinari islamisti della guerra civile algerina, da tempo si è specializzato nel sequestro di occidentali nel deserto del Sahel.

 

Nelle mani dell’Aqmi si troverebbe da sette mesi anche Maria Sandra Mariani, una turista fiorentina rapita nel febbraio scorso.

 

La Farnesina, attraverso l’unità di Crisi e l’ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali necessari, chiedendo il silenzio stampa, ed è in stretto contatto con i familiari della donna e con il Cisp, il Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli, l’organizzazione di cui Rossella Urru era rappresentante tra i rifugiati saharawi. Ventisette anni, originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, appassionata d’Africa e studiosa del mondo arabo, era l’unica italiana presente nel campo profughi, dove lavorava da due anni.

 

Assieme a lei sono stati rapiti la cooperante spagnola Ainhoa Fernandez de Rincon dell’”Associazione amici del popolo Saharawi” e Enric Gonyalons dell’organizzazione spagnola Mundobat. Gli uomini armati sono arrivati nel campo di Rabuni, nella provincia di Tinduf: provenivano – secondo quanto ha potuto ricostruire il Polisario – dal Mali. Durante il sequestro, oltre al cooperante spagnolo, avrebbero ferito anche il guardiano del campo. Finora gli integralisti islamisti non avevano mai compiuto azioni del genere nei campi di profughi del Sahara occidentale.

 

 

“Al Qaida nel Maghreb islamico”, sigla comparsa per la prima volta nel 2006, opera sopratutto nel Sahel, una striscia desertica poverissima abbandonata dai governi centrali e che taglia i diversi paesi dell’area.

 

E’ in questa terra di nessuno che i sequestratori sono scomparsi con i loro ostaggi. Forse riprendendo la strada da cui erano arrivati, ovvero quella del Mali. Il padre, comandante dei Vigili Urbani di Samugheo, e la madre in casa aspettano notizie. L’unico a parlare con i giornalisti è lo zio materno, Mario Sulis. L’uomo racconta che Rossella, da alcuni in anni in Africa, era rientrata a Samugheo un mese fa per partecipare al matrimonio di un parente. 

 

 

 

Dall'Ansa del 24 Ottobre 2011.

 

Nessuna nuova notizia e' giunta alla famiglia a poco piu' di un giorno dal rapimento di Rossella Urru, la cooperante, di 29 anni, rapita in Algeria nel campo profughi del popolo Saharaoui dove lavorava da 2 anni per il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp), come coordinatrice di un progetto finanziato dalla Comunita' europea. A Samugheo, dove abitano i genitori, la porta di casa si apre solo per parenti e amici piu' stretti. Si attendono con ansia notizie di Rossella. Sempre Samugheo era stata colpita nel gennaio scorso dalla morte dell'alpino Luca Sanna, ucciso in Afghanistan. (ANSA).

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Ottobre 2011 12:38