Home Ultime Cancellati i benefici fiscali
Cancellati i benefici fiscali PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:39

IL POSSIBILE RIFLESSO/Occorre verificare la necessità di rinegoziare con Bruxelles

Il regime d'aiuto per le zone franche urbane - così come ridisegnato dal decreto legge 194 del 30 dicembre 2009 (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» dello stesso giorno) - è diverso da quello approvato dalla Commissione Europea con comunicazione C (2009) 8126 del 28 ottobre 2008. Nella comunicazione alla Commissione e nei contratti con i Comuni si continua a parlare di "esenzioni", per un certo periodo di anni, da Ires, Irpef e Irap, oltre che dall'Ici e dai contributi previdenziali dovuti per i nuovi assunti. Il decreto milleproroghe, invece, ha "abrogato" le norme che prevedevano i benefici fiscali per imposte dirette e Irap - lettere a) e b) dell'articolo comma 341, della Finanziaria 2007 - e ha trasformato gli aiuti residui da "esenzioni" a "contributi". Una mossa a sorpresa, che cancella anche l'obbligo - per il ministro dell'Economia e delle finanze - di emanare un decreto per determinare condizioni, limiti e modalità di applicazione degli aiuti. La cancellazione azzera tutti gli sforzi fatti per ottenere l'autorizzazione della Commissione a beneficiare, nei primi cinque periodi di imposta, «di un'esenzione totale dall'imposta sui redditi derivanti dalla nuova attività avviata nella Zfu (per i cinque periodi successivi, l'esenzione sarebbe stata limitata al 60%, poi al 40% per due periodi e, infine, al 20% gli ultimi due periodi)». Cancellato anche il beneficio, per i primi cinque periodi di imposta, sotto forma di esenzione (fino a concorrenza di 300mila euro per periodo di imposta) dall'imposta regionale sulle attività produttive. In tutto ciò, peraltro, potrebbe celarsi un insidioso problema. Al paragrafo 2.4 della comunicazione - modalità di cumulo e meccanismo di concessione - la Commissione ha, infatti, autorizzato un regime d'aiuto «concesso in modo automatico, sulla base dei documenti forniti dal beneficiario alle amministrazioni competenti». Ora, invece, l'incentivo residuo dovrebbe essere fruito solo dopo autorizzazione. Tale elemento, unito alla radicale diversità dell'aiuto così come disegnato dal milleproroghe, potrebbe richiedere un ulteriore passaggio a Bruxelles, anche per l'utilizzo degli aiuti residui. Bisognerà, adesso, capire come si muoverà il ministero dello Sviluppo economico che, dopo la riscrittura delle agevolazioni nel "contratto" sottoscritto coi 23 comuni, si è formalmente impegnato a fornire ulteriore impulso ai processi di sviluppo nella zona franca «sollecitando l'azione delle amministrazioni nazionali preposte affinché queste assicurino la celerità nella fruizione delle agevolazioni».

L'articolo di Amedeo Sacrestano pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.