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Riaperta l'opzione sulla tariffa rifiuti PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:40

I comuni potranno scegliere di passare dall'attuale regime di prelievo sui rifiuti alla tariffa integrata ambientale se entro il 30 giugno non verrà emanato il regolamento del ministro dell'Ambiente che attua l'articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 istitutivo della nuova Tia. Lo prevede l'articolo 8, comma 3, del decreto legge 194/2009 (il milleproroghe, in vigore dal 3o dicembre e all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della camera), che ha rinviato il termine per la scelta: in un primo momento fissato al 30 giugno 2009 e, successivamente, al 31 dicembre dello stesso anno. Il nuovo differimento della scadenza si è reso necessario perché non è stato ancora emanato il regolamento attuativo della Tia, nonostante la norma istituiva sia formalmente entrata in vigore il 29 aprile 2006. Peraltro, sia la disciplina della Tarsu sia quella della tariffa di igiene ambientale, attualmente applicata da circa 1.200 comuni, sono state abrogate dalla normativa ambientale sui rifiuti (decreto legislativo 152/2006). Questi regimi di prelievo, infatti, sopravvivono in base ai regolamenti adottati dalle amministrazioni comunali fino a quando verrà emanato il regolamento del ministro dell'Ambiente. Quindi, non è per nulla chiaro a quali disposizioni «regolamentari vigenti» dovranno evèntualmente fare riferimento gli enti locali per passare alla nuova Tia e quali criteri dovranno applicare per la determinarla. E difficile immaginare che possano essere prese a base le disposizioni attuative del "decreto Ronchi" (decreto legislativo 22/97), vale a dire quelle contenute nel Dpr 158/99. Quindi, sarebbe opportuno che in sede di conversione del milleproroghe il legislatore fornisse indicazioni specifiche su questa materia. Una delle poche certezze, invece, è che anche la tariffa integrata ambientale è un'entrata tributaria. Per la Corte costituzionale (sentenza 238/2009) le caratteristiche strutturali e funzionali della Tia «rendono evidente che tale prelievo presenta tutte le caratteristiche del tributo» e che, pertanto, «non è inquadrabile tra le entrate non tributarie, ma costituisce una mera variante della Tarsu» conservando la qualifica di tributo propria di quest'ultima. In effetti, i presupposti soggettivi e oggettivi richiesti per l'applicazione della tariffa, che sono analoghi a quelli previsti per la tassa, comportano una trasformazione soltanto nominale, in quanto è una prestazione imposta avente natura tributaria.



STAFFETTA DIFFICILE

Verso La tariffa - I comuni potranno scegliere di passare dall'attuale regime di prelievo sui rifiuti alla tariffa integrata ambientale se entro il 30 giugno 2010 non verrà emanato il regolamento del ministro dell'Ambiente che attua le disposizioni contenute nell'articolo 238 del decreto legislativo 152/20% che istituisce la nuova Tia.

Il rinvio – Il termine, in origine fissato al 30 giugno2009 e poi differito al 31 dicembre 2009,é stato da ultimo rinviato dal decreto milleproroghe.

I requisiti – E’ soggetto alla Tia chi possiede o detiene locali o aree scoperte a uso privato o pubblico non costituenti accessorio o pertinenza, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nel territorio comunale,che producono rifiuti urbani. La tariffa deve essere commisurata alle quantità e qualità medie ordinar di rifiuti prodotti per unità di superficie, in base ai metri che devono essere fissati dal regolamento.



L'articolo di Sergio Trovato pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.