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Il metanodotto verso l'ultima curva PDF Stampa
Lunedì 07 Novembre 2011 08:54
«L'iter va terminato entro gennaio» Mauro Pili, il deputato leader di Unidos, chiude a Olbia la marcia del sì L'ultima curva è lì, dietro l'angolo.
Ma adesso serve l'accelerata per tagliare il traguardo del metanodotto. Perché nel 2005 - ricorda Mauro Pili - gli azionisti di Galsi si erano dati un quinquennio di tempo per chiudere l'iter».
Come dire: la clessidra italo-algerina sta arrivando alla fine.
Quindi «dobbiamo fare in fretta», avvisa il deputato leader di Unidos.
 
 
 
 Diversamente «rischiamo di perdere un'occasione storica per lo sviluppo della nostra Isola».
 
 
 
L'ULTIMA CURVA
 
Pili riesce a dire tutto prima che a Olbia piova, di nuovo. Il camion-vela col “sì” gigante, quello che da venerdì ha girato la Sardegna in nome della metanizzazione, è parcheggiato davanti al Municipio. Il parlamentare pidiellino non fa giri di parole: «Entro gennaio dobbiamo dare a Galsi tutte le autorizzazioni».
Ovvero, «Stato e Regione devono definire la partita». In ballo c'è anche la centrale di compressione. Nascerà a Olbia.
Il Comune, però, non la vuole nel territorio cittadino, a nessuna condizione. La Provincia, invece, ha messo il veto su Venafiorita, il vecchio aeroporto. Quanto basta per capire che «la Gallura deve mettersi d'accordo prima che si arrivi alla conferenza di servizi», suggerisce Pili. L'appuntamento è questo mese, al ministero per lo Sviluppo economico cui spetta firmare l'autorizzazione unica, ultimo documento mancante.
I NUMERI
 
Vien da sé che Olbia, dove ieri Pili ha chiuso la marcia del “sì”, non sia una tappa simbolica. Tutt'altro.
Tanto che il comitato anti-Galsi raggiunge il camion-vela per portare le sue ragioni. Pili, stratega del gasdotto quando era presidente della Regione, non si stanca di ripetere numeri e vantaggi. Intanto: «Col metano le famiglie spenderanno il 45 per cento in meno». Ovvero, da una media di 600 euro si scende a 330. Sul fronte dei consumi per le auto, la riduzione dei costi è ancora maggiore: meno 61 per cento (da 1.059 euro a 408). Ecco, invece, il dato complessivo: «Per il sistema energetico sardo ci sarà un risparmio del 40 per cento».
Pili, poi, sposta la barra sul parallelo gasdotto-servitù che vale il cuore delle polemiche olbiesi. «Niente di più falso», dice. «Lungo la dorsale isolana del metano - spiega - ci saranno 38 punti di distribuzione. Un terzo della popolazione potrà avere il gas subito, gli altri dovranno solo attendere la costruzione delle condotte».
IL PDL DI OLBIA
Fedele Sanciu, il senatore-presidente della Provincia, rimette sul tavolo la proposta dei berlusconiani.
«Per noi - osserva - la centrale di compressione può essere realizzata a Spiritu Santu, dove c'è la discarica, quindi in una zona già compromessa». Lo accompagnano gli assessori Pietro Carzedda (Ambiente) e Giuseppe Baffigo (Turismo). Marco Piro è lì da capogruppo in Comune, insieme al vicepresidente del Consiglio Michele Fiori. Gli anti-Galsi entrano in scena alla fine. Così Benedetto Cristo che in Municipio presiede la commissione Ambiente: «Dal progetto risulta che il gas viaggi a una temperatura di 50 gradi».
Pili smentisce e Sanciu interviene: «Se dovete protestare, organizzate le vostre manifestazioni». Giommaria Uggias, europarlamentare Idv, rilancia: «Io avrei bisogno di due minuti per spiegare qualcosa». Il sipario cala con Pili che gli risponde: «Questa è una conferenza stampa, non un comizio».
L'Unione Sarda