Home Ultime Le regioni italiane seminano il campo per far germogliare la ripresa economica
Le regioni italiane seminano il campo per far germogliare la ripresa economica PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 08:41

Da un lato una strategia difensiva, per salvaguardare imprese e famiglie, e dall'altro una spinta propulsiva, grazie a incentivi e fondi, per agganciare la ripresa: sono improntate su queste due opposte forze le manovre finanziarie regionali 2010. Quest'anno approvate con tempestività, ossia entro dicembre, da un maggior numero di regioni rispetto all'anno scorso: 16 contro sei in esercizio provvisorio (erano otto nel 2009). Il contesto economico è ancora contraddistinto da un'economia debole: da qui l'approvazione di strumenti che completano le precedenti manovre anti-crisi. Ma a questi si aggiungono interventi con cui si intende dare solide basi alla ripresa. Per fare qualche esempio, si pensi a tutte le misure di sostegno per le fasce più deboli e di tutela dell'occupazione: in Basilicata è stato confermato il programma di contrasto alla povertà; in Campania ci sono incentivi per le imprese che assumono disoccupati e lavoratori in cassa integrazione. In Emilia Romagna, a sostegno delle famiglie, è stata pianificata la realizzazione di 10 mila alloggi in 10 anni, mentre per sostenere l'acquisto della casa per giovani coppie sono previsti 12 milioni. La scelta della Lombardia è stata quella di istituire un fondo di un miliardo e 200 mila euro per far fronte alle nuove emergenze. Così come, in Sardegna, sono stati stanziati 90 milioni per l'emergenza sociale; in Toscana il finanziamento al fondo per la non autosufficienza è di 80 milioni, a cui si aggiungono 5 milioni per i lavoratori non coperti da ammortizzatori. Tra i settori in primo piano l'agricoltura: dal fondo di solidarietà per le aziende in difficoltà, previsto dalla Campania, ai 14 milioni stanziati dalla Puglia, passando per il sostegno al credito, in Emilia Romagna (9,7 milioni), sono diversi gli strumenti messi in campo dai governi locali. Più sporadici ma non assenti i tagli alla spesa pubblica, comune denominatore dello scorso anno. Fisco e lotta all'evasione. Il fisco allenta la stretta in diverse regioni. La Puglia ha previsto la cancellazione dell'addizionale Irpef per i redditi più elevati, mentre viene abolita l'Irba, l'imposta regionale sulla benzina. L'esenzione Irap, finora riconosciuta solo alle associazioni senza scopo di lucro, è estesa alle Aziende pubbliche di servizi alle persone (Asp). La provincia autonoma di Bolzano ha ridotto l'Irap dall'1% allo 0% della quota provinciale per le aziende e previsto, per le tasse automobilistiche, una forma di rimborso delle quote versate, in caso di furto, rottamazione o esportazione dell'auto. Ma non è stata indulgente con tutti, anzi. Con la manovra 2010 arriva la stangata fiscale per arginare il fenomeno delle «seconde case»: i comuni potranno aumentare la «tassa di soggiorno» sulle seconde abitazioni del 100%. Altre due le regioni, però in esercizio provvisorio, che hanno gettato le basi per il fisco del 2010: il Piemonte, che dovrà approvare la manovra entro il 15 febbraio 2010, ha previsto la cancellazione dell'addizionale Irpef di competenza regionale per i redditi fino a 15 mila euro e la riduzione per i redditi fino a 20 mila euro; dovrebbe essere ridotto anche il bollo auto per gli ipovedenti (tassa di proprietà); il Veneto ha all'esame l'eliminazione dell'addizionale regionale Irpef con un risparmio di 278 euro per i contribuenti con redditi superiori ai 29.500 euro (che attualmente pagano lo 0,5%). La Toscana, infine, preme l'acceleratore della lotta all'evasione con l'aiuto dei comuni: gli enti locali che parteciperanno all'accertamento fiscale dei tributi regionali potranno contare sul 50% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo.

Sardegna – APPROVATA

Si tratta di una manovra snella, mentre temi particolari saranno trattati con specifici disegni di legge. Prosegue il risanamento del bilancio con razionalizzazione e riqualificazione della spesa; l’intero ammontare della manovra è di 9 miliardi e 640 milioni. Le risorse spendibili, indicativamente, sono destinate alla riforma dell’istruzione e della formazione professionale (50 milioni), al credito d’imposta per le imprese (50 milioni), all’emergenza sociale (90 milioni), a infrastrutture e servizi per lo sviluppo delle attività produttive.

L'articolo di Silvana Saturno e Roxy Tomasicchio pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.